Sei in Archivio

Spettacoli

Ace degli Skunk Anansie: "Vi porto il mio rock"

Il chitarrista del gruppo inglese ha accettato di collaborare al disco di Pier Bernardi

di Giulia Viviani -

13 settembre 2014, 22:26

Ace degli Skunk Anansie:

Passeggia per la campagna emiliana e ci sente l’odore delle mattinate giapponesi. Roba da rockstar, ma che ci fa Ace, il chitarrista degli Skunk Anansie a Sant’Ilario D’Enza? Il racconto potrà sembrare surreale ed effettivamente un po’ lo è se si considera che il rassicurante torpore della provincia difficilmente si accosta con l’immagine di uno che in vent’anni di carriera ha calcato i palchi più importanti del mondo; se a questo si aggiunge che il motivo del suo soggiorno è la nuova produzione solista di un esordiente, Pier Bernardi, il quadro diventa decisamente insolito ma rende l’idea di un artista generoso e appassionato.
«Ho sempre della musica che mi frulla in testa –spiega Ace, al secolo Martin Kent- c’è sempre un riff da sperimentare e uno nuovo che arriva immediatamente dopo. In questo momento con gli Skunk Anansie abbiamo finito il tour e c’è un po’ di pausa così quando mi è arrivata la proposta dall’Italia mi sono detto: perché no?». Inusuale? Forse, eppure l’affiatamento tra Ace, Pier Bernardi e il parmigiano Giovanni Amighetti come direttore artistico ha funzionato da subito: «Pier cercava una chitarra prettamente rock vicina alle sue radici –spiega Amighetti- così abbiamo contattato Ace, gli abbiamo parlato del progetto e gli abbiamo inviato alcuni link, tra cui il brano “Senza tremore” del Collettivo Zona Bassa». Già perché Bernardi fa parte del nucleo fondante del progetto benefico, assieme a Matteo Papini, con cui condivide anche il lavoro nella band Il pianto di Azzurra (ex Hidea) e a Lorenzo Cavazzini e Cisco Bonardi. «Questo progetto solista si concretizzerà con un disco di musica contemporanea di ambito rock e sperimentale –spiega Bernardi-. L’apporto di Ace è fondamentale per la definizione del suono ma anche sul lato attivo della composizione». Tutto molto naturale, eppure Ace confessa di non essere un habitué di queste collaborazioni: «Sono felice con gli Skunk Anansie, non sento la necessità impellente di buttarmi in altre avventure ma in questo caso mi sono lasciato trascinare dalla voglia di fare musica. In più con gli Skunk Anansie non riesco quasi mai a proporre degli assoli perché a Skin e Cass non piacciono mentre qui mi posso sbizzarrire. Poi a breve riprenderò anche l’attività con la band per la preparazione del nuovo album a cui lavoreremo l’anno prossimo». Intanto in Italia il tour teatrale proposto a marzo è stato un successo: «Abbiamo indossato una veste completamente nuova. I teatri sono posti meravigliosi e il pubblico si aspettava da noi esattamente quello che abbiamo dato, l’emozione dell’acustico, un’atmosfera intensa». Che nel nostro Paese il gruppo sia particolarmente amato lo dimostra il fatto che i dischi successivi alla reunion del 2009 sancita dalla raccolta «Smashes and trashes» hanno sempre debuttato in vetta alle classifiche: «Ma è un amore reciproco, l’Italia è uno dei più bei paesi da visitare: per la gente, per la bellezza, per il cibo. Ovviamente quando sei in tour hai solo un assaggio di tutto questo, ti svegli la mattina e per un attimo ti chiedi dove sei».