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Tornolo

Segugio sbranato durante la caccia

L'attacco è avvenuto nei boschi sopra Marzuola, forse si tratta di lupi

di Chiara Pozzati -

07 ottobre 2014, 21:35

Segugio sbranato durante la caccia

Un quarto d’ora. Questo il tempo fra i guaiti disperati e il silenzio di tomba. Poi di Isotta, un segugio maremmano di tre anni, rimangono solo la testa e qualche brandello di carne. E’ accaduto domenica pomeriggio durante una battuta di caccia al cinghiale nell’Alta Valtaro, a Marzuola frazione di Tornolo.
Il nuovo attacco ai danni dei quattro zampe «è il trentaseiesimo nell’arco di tre anni, se contiamo le bestiole scomparse e le carcasse ritrovate. La situazione sta diventando insostenibile, il rischio è che prima o poi sarà un uomo a trovarsi in difficoltà». A parlare è Daniele Soracchi, membro del consiglio direttivo dell’area territoriale di caccia Parma 6. Quel che è accaduto a Isotta ha sconvolto i cacciatori presenti durante la battuta e riapre una ferita mai sanata. Il referto, stilato da un veterinario della zona di Tornolo, parla di un’aggressione sferrata da un “canide di grossa mole (il peso si aggira sui 40 chili). Dall’esame effettuato e dalle testimonianze avute sui tempi e le modalità dell’aggressione si deduce che gli animali che hanno divorato il cane di nome Isotta fossero più di uno”. Il pensiero inevitabilmente corre ai lupi, che popolano la zona e secondo una stima non certo precisa dovrebbero essere una quarantina. «Ma potrebbe essere anche un ibrido – cioè un incrocio tra un cane e un lupo- oppure un gruppo di randagi – chiariscono subito i cacciatori – noi non vogliamo la caccia alle streghe, solo che qualcuno affronti la questione in maniera seria, a cominciare da Provincia e Regione».
Quindi il “branco” – non necessariamente di lupi – spaventa. A invitare alla calma è però Luigi Fedele, al timone del comando provinciale della Forestale che ieri ha ricevuto la segnalazione da parte del padrone di Isotta. «Innanzitutto occorre chiarire che su 1200 lupi presenti in tutto il Belpaese non si sono mai registrati attacchi all’uomo – mette i puntini sulle “i” Fedele - Sui segugi da caccia la questione è diversa perché si aggirano nei meandri del bosco e spesso, pur non volendolo, invadono le tane dei lupi in maniera aggressiva provocando la loro reazione. Sempre ammesso che di lupi si tratti». E aggiunge: «Quest’anno abbiamo ricevuto cinque segnalazioni su attacchi ai cani da caccia, ma stabilire concretamente che si tratti di un lupo e non di un ibrido è difficile. Senza contare poi la spinosa questione dei cinghiali che, spesso e volentieri, usano i denti a mo’ di lama per infliggere fendenti mortali ai segugi. Ad ogni modo catturare un lupo è molto difficile e “trasferirlo” altrove potrebbe provocare danni irreparabili agli ecosistemi. Pensiamo solo a quanto è utile questo animale per evitare il sovrappopolamento di caprioli che provocano danni irreparabili agli agricoltori».
I cacciatori, dal canto loro, replicano mostrando le foto della mattanza: «spesso troviamo teschi di cane, ciuffi di pelo e sangue e perdiamo i nostri cani. Qualcuno deve intervenire».