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inchiesta

I disabili in città: libertà negata

Ostacoli a ogni passo: chi è in carrozzina non può fare a meno di qualcuno che lo accompagni

di Gabriele Grasselli

13 ottobre 2014, 18:04

I disabili in città: libertà negata

Un disabile non può essere autonomo. Un disabile non è una persona libera. Almeno in questa città e nonostante i passi avanti (pochissimi) sul perennemente dibattuto tema «barriere da abbattere».

Se un uomo, una donna, un giovane, un anziano, una ragazzina, un ragazzo in carrozzina una mattina decide di uscire di casa e trascorrere un po' di ore «in giro», da solo, per andare a fare la spesa, a pagare le bollette, a passare in un ufficio, a guardare le vetrine, a bersi un caffè al bar, a fare le cose che normalmente tutti fanno è probabile, anzi quasi certo che dopo avere percorso pochi metri al di là del proprio portone troverà subito un ostacolo. Poi ne troverà un altro. Poi un altro, poi altri e poi altri ancora. Sempre nuovi, ma sempre gli stessi. Perciò altrettanto probabilmente deciderà di rinunciare, tornare indietro e di farsi se mai accompagnare da qualcuno. Magari poi deciderà di uscire sempre meno. Ed è questo il passaggio fondamentale: senza qualcuno che lo accompagni e lo aiuti un disabile in carrozzina non può andare praticamente da nessuna parte, né in centro, né in periferia, né nei luoghi pubblici, né nei luoghi privati................L'inchiesta sulla Gazzetta di Parma

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Nella foto in home page, abbiamo unito l'inchiesta della Gazzetta alla foto del neo-Iron man Alex Zanardi: la lotta alle barriere passa dalle imprese sportive agli ostacoli quotidiani in città