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Sulle tribune del Palazzetto: il riposo dei volontari

di Andrea Del Bue

19 ottobre 2014, 16:46

Sulle tribune del Palazzetto: il riposo dei volontari

Sul campo di gioco, le ragazze della pallavolo stanno finendo allenamento. Si sente la gomma delle scarpe che stride sul parquet. Poco dopo, una ragazza, borsa in spalla, saluta le compagne di squadra, uscendo dal Palasport Bruno Raschi: "Ragazze, domani non ci sono, vado a spalare". Nello stesso momento, una cinquantina di persone sta aprendo il sacco a pelo sulle brandine predisposte sotto le tribune del palazzetto: sono i militari dell’Esercito e i volontari di Protezione Civile, Croce Rossa e Croce Verde. Una cinquantina in tutto, arrivano da Vignola, Pavullo nel Frignano e Rimini: dormono lì la notte, dopo giornate intere in mezzo all’emergenza. Una doccia negli spogliatoi e poi qualche ora di sonno, sotto le tribune, con le brandine una accanto all’altra.

Stremato, Roberto Tonelli, di Vignola, non ci ha pensato due volte a partire alla volta di Parma: "Non è la prima volta che viviamo questa situazione: due anni fa, nel maggio del 2012, i problemi li avevamo a casa nostra, e ci siamo dati da fare per superare i danni del terremoto - racconta -. Io ero a Mirandola, ora sono qui: la situazione è critica, come ce l’avevano prospettata". Dalle macerie al fango: "La giornata è massacrante, qui come due anni fa. E la sofferenza della gente è la stessa", assicura.

Questi volontari parlano poco e lavorano tanto. Loro come i tantissimi giovani che sono scesi in strada muniti di guanti e badile: "È davvero sorprendente la solidarietà che si vede nelle strade in questi giorni - continua Tonelli -. Ci sono moltissimi giovani bravissimi, che lavorano senza sosta dandoci un aiuto enorme. Tenetevi stretti questi ragazzi fantastici".

Usciamo perché si spengono le luci. Sulla scalinata d’ingresso del palazzetto c’è una giovane volontaria: volto stravolto, ma sorriso ammaliante, sta finendo l’ultima sigaretta, prima di adagiarsi sulla branda. Non vorrebbe parlare, perché esprime il desiderio di rimanere nell’ombra, ma una cosa la dice: "I parmigiani sono gente tosta".