Archivio

Traversetolo

Scuola, il Mainetti all'avanguardia

In Inghilterra si andrà in classe alle 10: a Traversetolo l'hanno già fatto. La preside Tosi: "I risultati dei ragazzi hanno dimostrato la validità della scelta"

20 ottobre 2014, 19:12

Scuola, il Mainetti all'avanguardia

Per una volta l’Italia, e in particolare l’istituto tecnico superiore di Traversetolo è all’avanguardia rispetto all’Europa. È di questi giorni l’annuncio che migliaia di studenti inglesi delle superiori inizieranno ad andare a scuola alle 10 di mattina, nell’ambito di un progetto sperimentale lanciato dai neuroscienziati dell’Università di Oxford volto a migliorare le performance e ad avere voti più alti. Secondo i ricercatori, infatti, gli adolescenti sono biologicamente predisposti ad andare a dormire verso mezzanotte e ad attivarsi solo dopo le 9 di mattina.
Quello che gli inglesi non sanno è che l’Istituto privato Mainetti, ha già sperimentato, con successo, l’orario “circadiano” (ingresso più tardi al mattino, pausa pranzo e lezioni anche nel pomeriggio) nell’anno scolastico 2013-2014. L’Istituto tecnico traversetolese è l’unico in Italia ad aver sperimentato questa strada, toccando con mano i benefici per gli studenti ma scontrandosi anche con difficoltà logistiche che hanno costretto a rivedere il progetto iniziale.
«Bisogna premettere – tiene a precisare Gabriella Tosi, preside dell’istituto Mainetti - che il sistema funziona nel momento in cui il personale docente è unito nel credere e nell’applicare metodi di insegnamento che consentano al ragazzo di essere protagonista dell’apprendimento e che gli permettano di studiare da solo. Fondamentale anche l’uso delle tecnologie». 
Come eravate organizzati lo scorso anno? «Facevamo lezione dalle 9 alle 16,20 con pausa pranzo di 50 minuti per 4 pomeriggi. Abbiamo lasciato liberi il mercoledì pomeriggio e tutto il sabato per consentire ai ragazzi di consolidare i contenuti di economia, diritto e delle tre lingue straniere». Risultati? «Dal punto di vista del rendimento ha funzionato moltissimo. C’è stato il -2% di non ammessi alla classe successiva e all’esame di stato circa il 30% è andato oltre gli 80/100. I più grandi hanno fatto più fatica, essendo abituati a un metodo diverso, ma tutti arrivavano a scuola molto più riposati e attivi».
Quali sono state le difficoltà? «Voglio evidenziare – continua la Tosi - che scuole all’estero hanno molte meno ore rispetto agli istituti tecnici italiani che hanno ben 32 ore obbligatorie di permanenza a scuola. A mio avviso sono troppe ore, come ci sono anche troppe materie e troppe attività da seguire. Ma la vera difficoltà era nell’incompatibilità con gli orari dell’autobus, non regolati su queste esigenze, e con le famiglie che avevano difficoltà a passare a prendere i figli in orario di lavoro».
Il Mainetti non demorde e quest’anno ha rimodulato gli orari, mantenendo la stessa metodologia: «Avremo due rientri e il sabato a casa. L’orario sarà 8,20 – 13,50 e per due pomeriggi anche 14,40 – 16,40. A casa, come l’anno scorso, niente compiti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA