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La città è chiamata a ricostruire il Padiglione Nervi

In programma un workshop dal 19 al 22 novembre. L'Ordine degli architetti lancia un bando per partecipare al progetto "Workout Pasubio"

di Mariagrazia Manghi

29 ottobre 2014, 21:30

La città è chiamata a ricostruire il Padiglione Nervi

Possiamo anche evitare di entrare in contatto con la pittura o la scultura, ma l’architettura ci circonda 24 ore al giorno. Ogni atto della nostra vita si svolge in una dimensione architettonica. E ogni edificio esercita su di noi un effetto sottile e penetrante: l’architettura non ha solo una responsabilità sulla forma di quanto ci circonda, ma svolge anche un ruolo sul divenire dell’organismo urbano.
Parte proprio dalla constatazione che l’arte di Vitruvio ci riguarda da vicino senza limiti di spazio e di tempo, il bando di selezione appena lanciato dall’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Parma, con l’adesione formale e la co-organizzazione del Comune di Parma e della Fondazione Architetti di Parma e Piacenza e il coinvolgimento di varie realtà cittadine (Gruppo Scuola coop.soc. a r.l., On/Off Officina di Coworking Parma, Pensare per Fare, Associazione dei Senegalesi della Provincia di Parma GuyGi, Parma per gli Altri). Obiettivo: dare avvio a una nuova forma di processo partecipativo, denominato «Workout Pasubio», con il coinvolgimento diretto dei cittadini, in vista del recupero funzionale, strutturale ed edilizio del cosiddetto «Padiglione Nervi» (per la parte che sarà acquisita dal Comune entro il 2015), il complesso industriale dismesso, già sede della ditta Manzini e dello Csac dell’Università di Parma, facente parte del programma di riqualificazione urbana «Comparto Pasubio» e situato nel quartiere San Leonardo.
«Mi fa molto piacere – afferma Michele Alinovi, assessore all’urbanistica del Comune di Parma – che l’Ordine abbia attivato un processo di progettazione partecipata con il quartiere e la città per produrre un documento utile al recupero dell’immobile, dove l’amministrazione creerà un grande incubatore d’impresa legato alla creatività giovanile: un distretto in cui lavoro, formazione e cultura daranno luogo a una socialità di tipo inclusivo. Un impegno concreto: per il recupero socio-culturale dell’ex Csac la Regione ha già stanziato due milioni e 300 mila euro e il Comune ne aggiungerà altri due».
Sesta tappa del progetto «Abitare la città dimenticata» avviato dall’Ordine e dalla Fondazione nel 2012, il processo durerà circa sei mesi e sarà guidato da un «Tavolo di negoziazione», composto dai promotori dell’iniziativa e da quelle ampie rappresentanze della società civile che vorranno aderirvi. «Il bando – spiegano Gabriella Incerti e Sara Antolotti dell’Ordine degli Architetti di Parma – mira a individuare i componenti dei tavoli-laboratori interdisciplinari del workshop che si terrà a Parma da mercoledì 19 a sabato 22 novembre, proprio nei locali del Padiglione Nervi». E si rivolge a tutti coloro che potrebbero fornire un contributo al dibattito. «Pensiamo a singoli cittadini qualificati rispetto al tema, quali le associazioni e le cooperative impegnate nei settori sociale, culturale e ambientale, gli enti pubblici, il mondo della scuola e delle varie conoscenze disciplinari, gli operatori produttivi e quelli finanziari…». Un’iniziativa che coinvolge tutti i cittadini, insomma, non solo architetti o urbanisti: «Vorremmo che tutti s’interrogassero su questo luogo urbano, che sarà strategico per lo sviluppo del quartiere e di tutta quanta la città».
Al termine dei lavori «produrremo un documento di sintesi delle proposte elaborate, da consegnare all’amministrazione e alla comunità, composto da una serie di riflessioni interdisciplinari che delineino un possibile scenario di riuso dell’ex Csac e i criteri di rigenerazione dell’area adiacente». La proposta finale, dunque, non sarà un progetto architettonico, ma un’indicazione a procedere da parte della committenza. Che, in questo caso, è la città tutta quanta.