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TINERARIO 9

Monte Bragalata Anello da Prato Spilla

03 novembre 2014, 17:54

Monte Bragalata Anello da Prato Spilla

La salita da Prato Spilla al Monte Bragalata permette di lambire alcuni bellissimi laghi, di percorrere un facile e panoramico tratto di crinale e di mettere piede su una panoramica cima spesso trascurata in favore della vicina e più famosa vetta del Monte Sillara.

Dal parcheggio dell'albergo e degli impianti di risalita di Prato Spilla si inizia a salire lungo il tracciato della pista da sci (segnavia 705). Dopo un breve ma ripido tratto di salita occorre individuare l'ampia traccia che si distacca dalla pista sul suo lato destro (segno di vernice su un faggio). Abbandonata la pista si percorre un breve tratto di un ampia sterrata (anche questa coincidente in inverno con un percorso di discesa) fino a raggiungere una bella torbiera, ormai quasi completamente interrata. Continuando a seguire i segni di vernice si prosegue in direzione della sella del Monte Torricella.

Dopo un tratto nel bosco si esce dalla fitta vegetazione e in breve si giunge al piccolo e panoramico passo (1652 m, 45 minuti), da dove la vista si apre sul Monte Bragalata e sul Monte Sillara. Continuando in direzione del crinale, si compie un traverso sotto un caratteristico risalto roccioso e in seguito, perdendo qualche metro di quota, si raggiunge una piccola conca erbosa situata a breve distanza dal filo di cresta.

Puntando al ripiano roccioso che ospita il Lago Martini, si raggiunge il bivio con il sentiero che scende verso il Lago Verde. Mantenendo invece la sinistra si continua a salire fino a raggiungere il piccolo ed affascinante Lago Martini (1715 m), che a differenza degli altri laghi dell'Alta Val Cedra è un lago di sottocolmo, originato cioè dall'azione della neve e delle acque sorgentizie. Le sue acqua ospitano inoltre il tritone alpestre apuano, anfibio raro ed elusivo.

Oltrepassato il Lago Martini in pochi minuti si giunge al panoramico Passo Giovarello (1752 m). Volgendo a destra si inizia a percorrere l'ampia dorsale del Monte Bragalata (spesso battuta da un forte vento) godendo costantemente di splendide vedute sulle Alpi Apuane, sul Golfo di La Spezia e sul restante crinale parmense.

Senza difficoltà si raggiunge la cima del Bragalata, in verità costituita da tre piccole sommità distinte e di quasi pari altitudine (da est a ovest: 1835 m, 1855 m e 1856 m). Un breve tratto in discesa permette di raggiungere il Passo di Compione (1794 m). Qui si devia a destra e si abbandona il crinale (traccia non sempre evidente ad inizio stagione), puntando agli evidenti e sottostanti Laghi di Compione, piccole gemme blu incastonate nel verde acceso delle distese prative che li circondano.

In prossimità del lago inferiore(1681 m), si tralascia la flebile traccia che scende verso Valditacca e si devia decisamente a destra in direzione della piccola sella posta a conclusione della dorsale secondaria che scende dal Monte Bragalata (segnavia in parte carenti). Costeggiando le sponde settentrionali del Lago inferiore di Compione si inizia a salire verso la sopraccitata dorsale e si raggiunge la quasi impercettibile forcella (1731 m). Ora si scende in direzione della conca del Lago Martini, fino a incontrare nuovamente il segnavia del sentiero 707, proprio in prossimità della piccola conca lacustre. Percorrendo a ritroso un breve tratto della strada percorsa in salita, si ritorna al bivio tra i sentieri 705 e 707.

Questa volta si devia a sinistra in direzione del Lago Verde. In breve si raggiunge la Capanna Cagnin (1589 m), utilizzabile unicamente come ricovero d'emergenza, ma collocata in splendida posizione panoramica di fronte al roccioso versante nord-occidentale del Monte Torricella. Superata la capanna si prosegue tra prati e rada vegetazione fino a giungere alla grande conca che ospita il Lago Verde (1484 m).

Terzo lago del parmense per estensione, è di origine tettonico - glaciale e le sue sponde recano evidenti segni di depositi morenici originati dall'antico ghiacciaio della Val Cedra, oltre che degli sbancamenti di materiale eseguiti per la costruzione della diga. Quest'ultima chiude il lo specchio d'acqua a nord ed era stata costruita con l'obbiettivo di sfruttare le acque del lago per la produzione di energia idro-elettrica. Anche se il sentiero 707 non scende fino al lago, si consiglia di raggiungere le sponde del bacino lacustre e poi risalire alla traccia segnata. In ogni caso, raggiunto un bivio situato in prossimità di un edificio in rovina, si ignora la traccia che a sinistra si dirige verso Valditacca e si mantiene la destra seguendo la comoda mulattiera costruita dall'Enel per raggiungere la diga. Dopo pochi minuti di salita si raggiunge un bivio (quota 1556 m) dove si abbandona la carrareccia e si devia a destra inoltrandosi nel bosco. Con alcuni saliscendi si compie un lungo tratto a mezza costa sotto le estreme propaggini settentrionali del Monte Torricella (alcune viste panoramiche sul Lago Ballano), per poi scendere con più decisione fino ad incontrare il tracciato della mulattiera che collega Prato Spilla al Ballano. Ad un brevissimo tratto in salita nella faggeta, segue una comoda discesa che permette di raggiungere una piccola torbiera e subito dopo il «Parco delle cento avventure». Da qui in pochi minuti si fa ritorno al punto di partenza di Prato Spilla.

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