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Iniziativa

L'arte di Verdi affascina e conquista le scolaresche

di Lucia Brighenti

14 novembre 2014, 08:38

L'arte di Verdi affascina e conquista le scolaresche

Una narratrice, un coro, un pianista: tanto basta per raccontare le opere verdiane. Ieri mattina, un nugolo di bambini delle scuole elementari è entrato nel Teatro Regio per assistere a «Il corsaro e il sultano», nuova produzione destinata al pubblico più giovane. Una novità, rispetto a «Imparolopera»: in questo caso non c’erano i giovani cantanti del Conservatorio a interpretare qualche aria, ma solo il racconto, affidato alla voce di Augusta Gori su testo di Marco Zannoni.
Tutto inizia in una notte tempestosa, in cui Giuseppe Verdi sogna, o meglio fa un incubo. Mentre scrive «Il corsaro», la sua ispirazione viene meno e il Maestro sogna che il direttore d’orchestra perde gli spartiti, che il coro stona, che le cantanti entrano in scena in mutande ragliando come asini. Poi la tempesta passa e, di tutto questo marasma, rimane solo il teatro. Un teatro con un pubblico, a quanto pare. «Siete veri?» chiede la narratrice. «Sììììì!» rispondono i bimbi. Se il pubblico è vero, allora la storia deve essere narrata, anche se con un coro che tossisce e con un pianista raffreddato. Il racconto è quello di Corrado, «corsaro romantico, che insegue non tesori ma la libertà, l’amore, la gloria». Per combattere con l’odiato sultano Seid, Corrado saluta la sua amante Medora e attraversa il mare Egeo (una tinozza con un po’ d’acqua, ma si sa, in teatro «basta la luce giusta, e tutto fa un altro effetto»). Una volta in Turchia, Corrado incontra Gulnara, prediletta del sultano che parla con un curioso accento napoletano. Il racconto finirà in tragedia, ma con un po’ d’ironia il finale si stempera e serve a spiegare quanto le guerre siano inutili. Con l’adattamento musicale e le musiche originali di Bruno Moretti, la regia di Marco Zannoni e il concorso dei mimi Emanuela Diena, Piera Marchese, Ornella Negri, Paola Negri, Francesca Trevese, lo spettacolo ha appassionato i bambini e ha convinto il Maestro Giuseppe Verdi (che al termine appare come sagoma sullo sfondo) a terminare la musica per la sua opera.