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comare & co.

Morgan dice addio per sempre ad X Factor. Ancora.

14 novembre 2014, 12:41

Morgan dice addio per sempre ad X Factor. Ancora.

Se ne va con un colpo di teatro, ovviamente. Morgan, occhio bistrato e gilettino scozzese, lascia X Factor “per sempre” e, come tutti sogniamo di fare in ufficio (e non faremo mai), se ne va così, da vero eroe: stringendo mani e dicendo “addio”. Il giudice simbolo del talent per eccellenza, colui che dal 2008 siede al tavolo dei critici (fatta eccezione per una sola delle otto stagioni), ha lasciato la trasmissione perché “nulla più a che fare con le derive prese dal programma”. Tradotto: dovendo scegliere fra due dei suoi protetti al ballottaggio, non ci sta: elimina gli Spritz for five, a favore dei Komminuet, ma poi decide di privare per sempre il pubblico della sua luminescenza. Perché, in fondo, lo aveva detto a denti stretti poco prima che il pubblico stesso “si merita la merda che c’è in giro oggi”.
Che dire? Morgan mi ha sempre dato l’idea di un Oscar Wilde de noattri, un po’ dandy e un po’ coatto. Artista apprezzabile, ma inguardabile a tracannarsi tutte quelle Redbull dietro la scrivania. Esagerato nel voler spiazzare, spesso sortiva l’effetto contrario: ecco, il solito stravagante Morgan. Quanto ci avrebbe stupito, invece, presentandosi una volta in studio con jeans e maglietta? Magari lucido. In questi sette anni ne ha combinate di tutti i colori: ha messo pure incinta una concorrente della quinta edizione, Jessica Mazzoli (con cui ha avuto una storia durata meno della gestazione stessa), ma ha anche portato numerosissimi artisti alla vittoria, tra cui Marco Mengoni. Ecco, Marco Mengoni: proprio dopo il suo trionfo Marco Castoldi, in arte Morgan, aveva già detto addio ad X Factor, salvo poi saltare una sola stagione e ritornare svelto svelto a poggiare le terga sulla sua sedia un anno dopo. In questo ci ricorda un po’ la nostra beneamata classe politica. Per altri versi, invece, il suo continuo “Me ne vado, addio. Ma anzi, forse no”, il suo bisogno di essere pregato, trattenuto, supplicato di restare, perché senza di lui niente ha più senso, suonerà famigliare ai nostri tifosi gialloblù.
Morale: “morto” un Morgan, se ne fa un altro. Se siamo sopravvissuti senza la Simonona nazionale, possiamo superare anche questa.