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L'allarme della Pubblica: "Mancano i volontari"

Il presidente della Croce Bianca preoccuapto per la crisi di "vocazioni". Martino: "Aumentano i servizi con sempre meno personale"

di Erika Martorana

22 novembre 2014, 11:33

L'allarme della Pubblica:

Sempre più servizi da compiere ma sempre meno forze in grado di svolgerli. È ciò che accade all’Assistenza pubblica Croce Bianca di Varsi che, in piena «emergenza volontari», lancia un grido d’allarme rivolto alla popolazione.
A farsi portavoce di questa difficile situazione, che preoccupa non solo i componenti dell’associazione ma anche l’Amministrazione comunale, è il presidente, il dottor Giovanni Martino, che da oltre vent’anni guida la Pubblica.
«Questa associazione ha preso vita 35 anni fa mossa da un forte entusiasmo - ha raccontato -. I volontari erano davvero molto numerosi, anche se bisogna ammettere che, rispetto ad oggi, si trattava di una partecipazione per lo più pionieristica che non richiedeva così tanto impegno e azioni. Adesso - ha sottolineato il presidente - i ruoli da assumere sono molteplici, così come i doveri che ogni assistenza deve portare a termine».
Martino lamenta una crisi di «vocazioni» di fronte ad un continuo aumento di necessità e, quindi, di presenze: «Noi abbiamo - ha spiegato - una non molto numerosa “pattuglia” di giovani, circa una ventina dai 18 e ai 27-28 anni; poi ci sono molte persone che superano i 50-60 e anche 70 anni, senza i quali, quasi, non esisteremmo più: sono loro a tenerci in vita. Per quanto riguarda “l’età di mezzo”, che dovrebbe essere decisamente più numerosa, contiamo davvero poche persone e questo ci rattrista molto».
«Almeno 10 volontari servono ogni giorno tra emergenze e servizi ordinari - ha proseguito - e spesso sono sempre le stesse persone ad essere disponibili, sono loro ad andare via più frequentemente degli altri. I numeri parlano chiaro: non arriviamo a 100 persone, nonostante il carico di lavoro importante, fatto di oltre 80 mila km all’anno da percorrere per le varie funzioni che espletiamo e circa 1000 servizi annuali da compiere».
La situazione, ora, si fa veramente seria: «Essendo sotto organico e dovendo fare i conti con il problema del pendolarismo - ha aggiunto Martino - dobbiamo poter far leva sui residenti in età cosiddetta “valida”, dato che “viviamo” ancora in buona parte con i nostri fedelissimi pensionati, molti dei quali ormai, per ovvi motivi, nonostante la grande bravura, mostrano limiti. Chiediamo supporto anche alle donne, i ruoli da assumere sono tantissimi, quindi non si deve temere di dover trovarsi di fronte a situazioni che possano impressionare o far paura. Servono presenze in Pubblica, serve chi risponda al telefono, chi gestisca diverse pratiche, chi si occupi dei trasporti ordinari. Abbiamo bisogno di qualunque tipo di aiuto - ha concluso il presidente -: anche in vista delle prossime elezioni del consiglio direttivo di dicembre, chiediamo maggiore partecipazione. Tutti, naturalmente, sono ben accetti».