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Ricordo

Silvano Vezzosi, l'uomo che amava la natura

Scomparso a 65 anni, ha gestito il Bacco Verde, è stato socio fondatore di storici gruppi di acquisto solidale e impegnato nel centro anziani Cittadella

22 novembre 2014, 23:01

Silvano Vezzosi, l'uomo che amava la  natura

Silvano Vezzosi, dentro il cuore, natura e passione. Se n'è andato in punta di piedi, Silvano Vezzosi, 65 anni, una vita di molteplici interessi, passioni, impegno civile, una rara vena di ironia che alleggeriva anche le fatiche più pesanti. Sino al 1989 con le Ferrovie dello stato, con la gestione del Bacco Verde di via Cavallotti aveva affinato la cultura del cibo genuino e del vino buono. Passione per cose sane prodotte bene, che aveva riversato nei gruppi di acquisto solidali.
Socio fondatore de «La Spiga», Silvano ha partecipato attivamente al suo crescere, tessendo relazioni di amicizia profonda con tutti i consumatori critici del gruppo come con quelli della rete allargata dell'Intergas. Poi c'era il viaggio. La montagna, l'aria sconfinata, lo sci alpinismo, quella discesa dal nord ovest dell'Alpe di Succiso, le vette da conquistare, i boschi da scrutare fin dall'alba per poi attendere il tramonto, inseguendo quei funghi che non mancava di fare assaporare agli amici, insieme al delizioso prosecco che solo lui sapeva scovare.
Il suo impegno civile toccava ogni ambito che suscitasse la sua curiosità: dai temi della sostenibilità all'opposizione coerente alla costruzione dell'inceneritore, Silvano è sempre stato in prima linea, con sincerità, umiltà, convinzione, azione generosa, irremovibile per tutto quello che gli stava a cuore, come il diritto a vivere in un ambiente sano. Il suo contributo al centro anziani del quartiere Cittadella si è sviluppato con il sostegno delle persone con difficoltà di spostamento e la disponibilità nell'ospitare incontri e associazioni in quelle sale.
L'improvvisa malattia lo ha colto, amara, al respiro, chiudendogli la strada delle escursioni, un male dal nome incomprensibile e spietato. Il carattere di Silvano ha però preso il sopravvento ed ha affrontato questi mesi con fierezza, battagliero come sempre, il cuore appresso alla moglie Mariangela e alla figlia Ilaria.
Lezioni di vita a tutti coloro che gli erano vicini.
Lui era così. Nel suo mitico garage accoglieva i soci per distribuire i prodotti, ma quella sosta si trasformava in un dialogare fecondo, un'occasione preziosa che lasciava sempre il segno. L'ultimo saluto degli amici: «Facciamo fatica a crederti in viaggio, ma siamo molto fieri di avere incrociato i nostri cammini. Da te abbiamo imparato molto». A. C.