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Youtuber: l'Italia gioca con Favij

I videogame sono l'argomento principale delle loro trasmissioni. L'emulo del fenomemo Pewdiepie guadagna migliaia di euro con i clic

di Riccardo Anselmi

03 dicembre 2014, 20:51

Youtuber: l'Italia gioca con Favij

Con una platea virtuale di oltre 32.500.000 iscritti al suo canale Youtube è ancora il venticinquenne svedese Pewdiepie a guidare la classifica degli youtuber più popolari a livello mondiale, ma anche in Italia qualcosa si muove, col boom di clic negli ultimi mesi del suo emulo nostrano, Favij, alias Lorenzo Ostuni, diciannovenne di Borgaro Torinese. In comune i due hanno i videogame quale argomento principe delle loro trasmissioni, che li hanno trasformati in star del web senza nemmeno bisogno di uscire dalla cameretta. Per questa nuova generazione di divi dei teenager, coccolati da sponsor e media, il mondo è infatti a portata di webcam, in un rapporto direttissimo tra chi crea i contenuti e il pubblico. Che si quantifica, più concretamente, in cachet ormai da fare a gara con le stelle dell’altra tv, quella tradizionale. Se Pewdiepie nell’ultimo anno pare abbia guadagnato, coi suoi video in cui si filma e commenta mentre gioca, cifre intorno ai 4 milioni di dollari, lo stesso Favij economicamente non dovrebbe passarsela male. Gli introiti pubblicitari generati dai milioni di clic su Youtube gli garantirebbero infatti entrate di decine, quando non centinaia di migliaia di euro. È proprio questa la discriminante della professione youtuber: il muro del milione di contatti, meglio se giornalieri. Così l’hobby può trasformarsi quasi in un lavoro a tutti gli effetti. All’inizio comunque c’è sempre una scintilla. Youtube ha permesso al giovane Lorenzo non solo di diventare popolare e racimolare un bel gruzzoletto, ma in primis di unire due sue passioni, il montaggio e i videogame, sperimentando liberamente e confrontandosi in Rete con tantissimi suoi coetanei, raccogliendo da un lato addirittura proposte di fidanzamento da folle di ammiratrici, dall’altro la gente non gli ha risparmiato un mare di critiche per lo stile estremamente casereccio, sboccato e demenziale in voga per questo genere di filmati. Alla fine, nel bene e nel male, ciò che conta – si diceva una volta - è che se ne parli. Ora la vecchia massima si potrebbe attualizzare con “purché se ne clicchi”. D’altronde, sottolineano i più perplessi nei confronti degli invero spesso effimeri fenomeni online, la neonata professione youtuber, che un giorno chissà potrebbe sostituire il sogno di fare il calciatore o la rockstar, non implica necessariamente professionalità, piuttosto richiede una buona dose di spirito social e quel pizzico di fortuna che ti aiuta a essere nel posto giusto al momento giusto. Tanto Pewdiepie quanto Favij hanno intercettato quella che in fondo sembra una tendenza a livello globale, ossia le trasmissioni con protagonista una realtà in forte ascesa, l’universo dei videogame, non sempre coperta dai media convenzionali. Da qui il successo anche di una piattaforma come Twitch, di recente balzata agli onori delle cronache per essersi piazzata terza negli Usa, dietro solo a Youtube e Netflix, per il traffico internet fatto segnare nel prime time. Già inserita nelle nuove console, consente essenzialmente di condividere in diretta streaming i filmati delle proprie partite a questo o quel gioco e, grazie ai milioni di abbonati (60 negli States), si sta affermando come il servizio di riferimento in materia di e-sports, le competizioni a base di videogame.