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«A Tabiano va ancora male ma noi non molliamo»

Il presidente dell'Asat. Gli albergatori: «Restiamo convinti della qualità del prodotto offerto dalle nostre Terme»

di Manrico Lamur

18 dicembre 2014, 20:56

«A Tabiano va ancora male ma noi  non molliamo»

Quale ricetta per uscire dalla crisi termale che attanaglia Tabiano ormai da decenni? Quali messaggi inviare e quali promozioni mettere in campo per cercare di arginare una crisi che sembra irreversibile? Due domande alle quali tentare di dare una risposta per cercare di gettare le basi per un futuro più certo. «Promozione da parte dei medici di base delle acque termali e manifestazioni a carattere strutturale». E’ questo è il messaggio lanciato da Francesco Ravasini, presidente dell'Associazione degli albergatori di tabiano (Asat) a commento della stagione termale appena conclusa nella frazione salsese.
«Al momento non sono stati ancora forniti dati ufficiali ma mi sento di dire che la stagione termale si è conclusa con un segno negativo, in ulteriore calo percentuale rispetto al 2013 – sottolinea Ravasini – la situazione delle aziende è sempre più critica, con gli operatori economici costretti a ricorrere a prestiti bancari per pagare tasse e tributi. Ma quanto potrà durare questo trend? Noi albergatori non abbiamo intenzione di mollare, convinti della qualità del prodotto offerto dalle Terme. Ciò che non è mai stato attuato a pieno regime è una capillare promozione verso i medici di base e gli specialisti. Le acque sulfuree di Tabiano hanno una valenza terapeutica altissima e fungono da veicolo preventivo contro le malattie causate dall’inquinamento e quindi dalle allergie. Le nostre acque debbono essere promozionate maggiormente dando loro principalmente un taglio sanitario. Occorre, però, la condivisione di altri attori, riferendomi, in particolare, alla promozione delle acque di Tabiano da parte dei medici di base: è impensabile che gli stessi medici della provincia non consiglino questo tipo particolare di acque». Un accenno poi alla nuova amministrazione delle Terme di Salsomaggiore e Tabiano spa. Se da un lato c’è piena sinergia di intenti e di collaborazione, dall’altro lato ci si aspetta un lavoro concreto sul territorio. «La nuova dirigenza, ed in particolare il presidente Garibaldi, che abbiamo incontrato nei mesi scorsi non si sono nascosti nella spiegazione di questo momento di crisi sia dal punto di vista di bilancio che delle risorse umane e questa disponibilità a collaborare è stata apprezzata – continua Ravasini –. Da parte della nuova governance dalla Regione ci aspettiamo una diversa e più attiva partecipazione nel rilancio dell’azienda termale e una presa di coscienza sulla straordinaria ricchezza che le acque di Tabiano rappresentano».
Secondo Ravasini, all’offerta termale, ne va poi affiancata una adeguata dal punto di vista dell’intrattenimento per gli ospiti. «Bisogna portare presenze aggiuntive a Tabiano con manifestazioni a carattere strutturale come accade a Salsomaggiore con il Bridge, che occupa 45 giorni di presenza all’anno. In questo senso apprezziamo lo sforzo che l’assessore di riferimento sta compiendo per portare eventi a carattere sportivo anche nella nostra località. Noi non ci rassegnamo a vivere in questa situazione compromessa perché le nostre aziende sono nate e vissute in questo territorio che non si può lasciare andare così – conclude Ravasini – Occorre prendere coscienza in fretta perché non c’è più tempo».