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regio: 35 anni fa

Quella Traviata con pernacchia

di Gabriele Balestrazzi

28 dicembre 2014, 09:12

Quella Traviata con pernacchia

Non fu certo l'unica volta. E non fu nemmeno l'unica: a me negli anni '80 capitò di raccogliere in camerino, davanti a telecamera e microfono di Tv Parma, lo sfogo di un tenore (Zambon?) che dopo una contestata Norma definì i loggionisti del Regio "brigatisti"....

Ma quella volta finì anche peggio. Almeno per le sorti dell'opera: una Traviata che non arrivò alla fine, ed ebbe come sottofondo anche una sonora pernacchia durante il terzo atto.

Cronaca di 35 anni fa (allora la stagione lirica nasceva con l'attesissima prima della sera di Santo Stefano e con le repliche negli ultimi giorni dell'anno). La Gazzetta, nonostante il "fattaccio" fosse arrivato a tarda ora, riuscì a imbastire una intera pagina, con firme d'autore. 

Mi piace partire da quella di Paolo Pedretti, indimenticabile collega che curava allora la seguitissima rubrica "Lassù in loggione" temperando la cruda immediatezza del dialetto con la sua innata raffinatezza di cronista. E l'articolo di "pa.p." iniziava ricordando le perplessità suscitate da subito dal cast e dallo stesso direttore Previtali, accusato di avere una bacchetta troppo lenta: "Chilù da Toscanén l'ha ciapè sinc' minud!". Ma le critiche del loggione si erano presto rivolte soprattutto alla protagonista Violetta, ovvero il soprano Elena Mauti Nunziata: "Chilè äd Traviata la n'gh'a ätor che la voza"...

E Antonio Mascolo riferiva della "italianissima pernacchia" e delle polemiche su una contestazione che alcuni definivano "preordinata". Corrado Corti raccontava in "diretta" lo sfogo della cantante, che mentre si rifugiava in camerino urlava "Cafoni !".

Infine, Gian Paolo Minardi anticipava in poche righe il giudizio del critico: "Uno stacco tecnico non adeguato" e "una cappa sempre più incombente". Anche se - aggiungeva "g.p.m." -  "La trivialità non reca certamente un buon servizio a un prestigio musicale del resto abbastanza frusto".

Inutile aggiungere che, dopo quella serata, la Mauti Nunziata non cantò più al Regio. Il suo addio alle scene avvenne negli anni '90 a Brescia: in cartellone, quella sera, proprio Traviata....