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MUSICA

Mé Pék e Barba a tutto folk: «Il nostro anno da incorniciare»

Oltre i confini della Bassa: «Tanti concerti, riconoscimenti e il palco di Sanremo»

di Claudia Cattani

02 gennaio 2015, 16:12

Mé Pék e Barba a tutto folk: «Il nostro anno da incorniciare»

Sono undici sinceri e onesti ragazzi della bassa, i Mé, Pék e Barba, cresciuti al ritmo delle stagioni e cullati dalle storie della loro terra di Po, nutriti d’Irlanda, assetati di birra, e conoscitori di leggende che si perdono nella nebbia. Da tempo si sono ritagliati una larga fetta di fans che ne condivide origini e sentori, ma ultimamente le loro trascinanti note folk si sono allargate ben oltre il confine della Provincia. E’ dunque il momento di fare il punto di quello che Sandro Pezzarossa, voce, chitarra e leader del gruppo definisce «un anno importantissimo», in occasione del loro tradizionale e affollatissimo concerto al Pub Oliver Twist di Soragna. Un live sui generis con una formazione acustica leggermente ridotta, ma sempre coinvolgente e vivace, pieno di forme musicali e colori che fanno sentire atmosfere d’Irlanda e d’inverno riscaldato al fuoco di un camino.
Partiamo dalle origini…
«Noi nasciamo proprio qui, nel mondo piccolo di Guareschi, e siamo per la maggior parte amici d’infanzia che suonano insieme da più di dieci anni».
Come entra il folk irlandese nelle vostre scelte musicali?
«E’ una passione che abbiamo in comune da sempre, ma oltre all’aspetto sonoro quel che ci piace è l’aspetto culturale: in Irlanda la musica popolare è una vera istituzione, molto sentita, apprezzata e rispettata».
Altre fonti d’ispirazione che sentite vicine?
«Senza dubbio i Modena City Ramblers e Davide Van de Sfroos per l’aspetto musicale, ma i testi delle nostre canzoni sono del tutto nostrani e hanno una vita propria. Tuttavia è innegabile che ci sia un legame, specialmente con i Modena, basti pensare che Alberto Morselli (ex voce della band modenese) ha curato due dei nostri dischi».
Parliamo del 2014, lo hai definito un anno importantissimo…
«Lo è stato perché abbiamo fatto passi verso l’esterno, fuori dalla Provincia, ottenendo importanti riconoscimenti dal vivo e sulla stampa. Lo è stato anche per alcuni concerti che per noi sono indimenticabili…»
Ti riferisci forse al palco dell’Ariston a Sanremo lo scorso 22 novembre?
«Assolutamente sì, siamo stati selezionati come ospiti speciali del Festival delle Grandi Orchestre (di liscio, ndr) ed è stata un’emozione unica suonare lì, anche solo avere a disposizione l’intero teatro per le prove. Grandissima emozione anche per il concerto a Casa Cervi il 25 aprile, sia perché c’erano diverse migliaia di persone che per il significato di quell’appuntamento. Poi il live al Fuori Orario per San Patrick, la partecipazione ai Buscadero days (il festival estivo promosso dal noto mensile rock, che ha anche recensito i loro dischi, ndr) e tanto altro…»
Ora siete in studio per la realizzazione del vostro quinto album di inediti (oltre al Live al Fuori Orario, 2013) che uscirà ad aprile. Qualche anticipazione?
«Posso dire che sarà interamente ispirato al mondo dei libri, e che ci saranno numerose collaborazioni. Ma non chiedermi i nomi, non posso ancora sbilanciarmi…».