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Rapina da Valenti, in manette anche una 25enne

23 gennaio 2015, 17:49

Rapina da Valenti, in manette anche una 25enne

 Mancava solo lei all'appello: quella ragazza col giubbotto bianco notata sull'auto del basista in via Emilia Est e ripresa dalle telecamere mentre con gli altri quattro rapinatori effettuava il sopralluogo in via Farini prima della maxi-rapina da un milione di euro alla gioielleria Valenti. 

Si chiama Alessia, Zezza, è incensurata, l'hanno arrestata e messa ai domiciliari due giorni fa a Brindisi, con l'accusa di rapina in concorso.

La rapina risale alle 8,55 del 26 febbraio scorso: due giovani a volto scoperto erano entrati con grande freddezza all’interno della gioielleria Valenti: mentre uno dei due aveva estratto un coltello e scavalcato il bancone bloccando una commessa, il complice, dopo aver estratto una pistola tipo semiautomatica, l'aveva puntata alla testa della seconda dipendente. Entrambe erano state poi trascinate nel retro del negozio, immobilizzate ai polsi ed alle caviglie con fascette autostringenti in plastica, ed una di loro imbavagliata.

I due rapinatori, dopo aver svuotato la cassaforte, avevano riposto tutti i gioielli all’interno di un borsone e poi erano usciti e fuggiti. Era stata una delle commesse, con ancora i polsi legati, a riuscire a dare l’allarme telefonando al 113.
Sul posto erano intervenute pattuglie della Squadra Volanti e della Squadra Mobile, che subito hanno iniziato la delicata fase di ricostruzione della dinamica per ricercare indizi utili all’identificazione dei malviventi.
La visione delle telecamere interne aveva permesso di individuare un punto del bancone dove i due rapinatori si erano appoggiati tenendo i pugni chiusi per non lasciare impronte. Ma senza riuscire completamente nell'intento. Da quell'unica impronta utile isolata dalla Scientifica, le indagine sono state instradate nella giusta direzione. 
Le telecamere di alcuni negozi in via Farini hanno permesso inoltre di documentare il percorso seguito dai due rapinatori per allontanarsi dalla gioielleria. I due, a circa 70 metri di distanza, avevano parcheggiato un motociclo rubato col quale si erano poi allontanati in direzione di via Emilia Est: è lì che li attendeva una una Peugeot 307 color grigio con due persone a bordo, tra cui una donna dal giubbino color bianco.

Il primo a finire nella rete, per colpa di quella impronta, è stato Nicola Iurlo, 20 anni ma con già diversi precedenti per Rapina, furto, porto abusivo di armi. Come stabilito dalle telecamere, era lui il rapinatore armato di pistola.
Il secondo rapinatore, quello armato di coltello, è invece risultato Gaetano Aggiano, di Brindisi, 20 anni e pregiudicato per furto e rapina.
La Peugeot 307 in uso ai rapinatori è risultata invece intestata a Girolamo Andrea Diodicibus, nato a Brindisi, 29 anni. Numerosissimi precedenti, era al momento affidato in prova al servizio sociale, dovendo scontare una pena detentiva avente scadenza nel 2016.
Il quarto rapinatore veniva identificato in Davide Pepe, nato a Brindisi,  29 anni.

Mancava solo lei, la femme. Che da due giorni si trova ai domiciliari.