Archivio

hi-tech

Twitter e Facebook: sfida a YouTube

Una rete sempre più multimediale: in rampa di lancio le nuove piattaforme video dei due social

di Riccardo Anselmi

26 gennaio 2015, 21:57

Twitter  e Facebook: sfida  a YouTube

A conferma di come non sembri arrestarsi la tendenza a prediligere una comunicazione basata sull’immagine piuttosto che sulla parola non c’è solo il boom di Instagram, la popolarissima app per la condivisione di fotografie. Gli stessi principali social network stanno infatti muovendosi nella direzione di favorire una maggiore e migliore fruizione di contenuti video, con Facebook e Twitter convinti che si giochi anche qui, nel regno un tempo pressoché esclusività di YouTube, la battaglia per la conquista di nuovi utenti, a fronte della concorrenza sempre molto agguerrita da parte dei sistemi di messaggistica istantanea, come Whatsapp (per altro di proprietà di Facebook) o Snapchat. È di questi giorni la notizia dell’ingresso in casa Zuckerberg della startup Quickfire networks, impegnata a rendere possibile la visione di video di buona qualità bypassando le carenze infrastrutturali di una normale connessione, con l’obiettivo di consentire agli iscritti a Facebook, dove ogni giorno in media si contano oltre un miliardo di visualizzazioni di filmati (per entrare nella statistica basta aver guardato la clip per tre secondi), un’esperienza priva di quegli antipatici inconvenienti legati a caricamenti lenti e mancanza di alta definizione. Twitter, dal canto suo, a novembre aveva già annunciato importanti novità in arrivo entro la prima metà del 2015, con l’introduzione di un servizio video interno, Twittter video player, ad aggiungersi alla app esterna, Vine, con la quale attualmente vengono girati i microvideo di sei secondi, da condividere con i propri follower. Indiscrezioni hanno esplicitato alcuni aspetti che dovrebbero caratterizzare il nuovo strumento, sul quale caricare clip, della durata massima di dieci minuti, nei formati inizialmente circoscritti a mp4 e mov, senza limitazioni per ciò che riguarda le dimensioni. Non si potrà effettuare l’editing direttamente dalla piattaforma, né ritrasmettere copiandone il link i video da YouTube. Ma per Twitter la via per cercare di attrarre più utenti - 284 milioni quelli attivi ogni mese contro gli 1,35 miliardi di Facebook - non rimane confinata nel campo della multimedialità. Persegue l’intento di una sorta di fidelizzazione la funzione While you were away (Mentre eri via), che riporta nella sezione in alto della homepage i tweet che sono stati più condivisi nei momenti in cui noi non stavamo cinguettando, in modo tale da non perdere eventuali aggiornamenti su una questione che ci sta a cuore. La creatura di Mark Zuckerberg intanto non resta con le mani in mano e nel 2015 promette di rivoluzionare i rapporti di lavoro, analogamente ai profondi cambiamenti nelle relazioni interpersonali introdotti ormai da un decennio con il debutto del social network per antonomasia, adesso pronto a varare Facebook at work, un anti LinkedIn con cui connettere i dipendenti di un’impresa per collaborare a distanza secondo modalità che dovranno in questo caso prioritariamente, per aspirare al successo, superare le prove connesse con il bisogno di assoluta protezione della riservatezza delle informazioni scambiate online.