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L'Università in lutto per la scomparsa della professoressa Angiola Villa Chiesi

Colleghi ed ex studenti piangono l'appassionata insegnante e ricercatrice. Docente di Chimica e preside di Ingegneria. Il rettore Borghi: «La prima donna a ricoprire questo incarico»

di Mara Varoli

30 gennaio 2015, 15:04

Insegnante e ricercatrice attenta e all'avanguardia. Fedele a quel metodo scientifico, che applicava con rigore, anche nell'attività amministrativa. «Una preside brava e utile, una grande persona. Che si rallegrava quando sul volto del prossimo incontrava un sorriso», così è ricordata da molti. Ma anche e soprattutto una donna profonda, madre e moglie esemplari. Perché l'eredità di Angiola Villa Chiesi, scomparsa nei giorni scorsi, è preziosa per chi ha avuto il privilegio di ascoltarla. Per quelle sue lezioni, sempre acute e anticipatrici, in un tempo che la professoressa di Chimica del nostro Ateneo ha vissuto con intensità. E si capisce rileggendo quelle parole del 2007, per i vent'anni della facoltà di Ingegneria della quale Angiola Villa Chiesi è stata anche preside. E come sottolinea il rettore Loris Borghi «prima donna a ricoprire tale incarico»: «Se è vero, come da più parti affermato, che la competitività di un Paese e perciò il suo standard generale di vita si incardina sulla sua capacità di formare un grande numero di ingegneri sufficientemente innovativi - aveva detto nel 2007 Angiola Villa Chiesi -, il progetto per il futuro della facoltà deve coinvolgere in un confronto leale e costruttivo non solo il corpo accademico e gli organi di governo dell’ateneo ma tutto il tessuto sociale, economico e politico».
Nata a Castell'Arquato, dopo la maturità scientifica, Angiola Villa si iscrive all’Università di Parma nel 1959: facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Si laurea nell’anno accademico 1964-65 in Chimica con una tesi nell’ambito della Cristallografia. Da lì, l'impegno non conosce pause e segue un percorso scientifico moderno, arricchito dall'appartenenza a una scuola che si occupa di tecniche molto avanzate. Maria Careri, direttore del Dipartimento di Chimica, Angelo Montenero, già direttore del Dipartimento di Chimica Generale ed Inorganica, Chimica Analitica, Chimica Fisica, e Gianluca Calestani, coordinatore del Laboratorio di Strutturistica «Mario Nardelli» specificano: «Già professore incaricato di Chimica Teorica, Chimica Fisica e Chimica presso la facoltà di Scienze, assistente ordinario di Strutturistica Chimica della stessa facoltà, Angiola Villa è stata prima professore associato e poi professore ordinario di Chimica della facoltà di Ingegneria. Rilevante è stata l’attività organizzativa svolta nell’ambito della facoltà di Ingegneria, ove ha rivestito prima il ruolo di presidente del Consiglio di corso di laurea in Ingegneria gestionale e poi di preside della facoltà. In campo scientifico ha iniziato la sua attività nell’ambito della cristallografia sotto la guida dei docenti Luigi Cavalca e Mario Nardelli, professori emeriti. In particolare ha svolto attività di ricerca nell’ambito della progettazione di nuovi composti, atti a controllare trasformazioni stechiometriche e catalitiche di molecole semplici (azoto, anidride carbonica, ossigeno), con l’obiettivo finale di replicare in laboratorio i fenomeni naturali, quali la fotosintesi clorofilliana e la fissazione dell’azoto atmosferico. L’attività scientifica è documentata da circa 300 pubblicazioni sulle più importanti riviste internazionali di chimica.  Componente dal 1970 del Centro di studio per la Strutturistica diffrattometrica del Cnr, di cui fu membro del consiglio scientifico dal 1970 al 1992, ebbe un ruolo attivo nella fondazione della rivista internazionale «Crystal Structure Communication» che vide la luce nel 1972. Tale iniziativa ebbe immediatamente un notevolissimo successo, riconosciuto dall'Unione internazionale di cristallografia (Iucr) al punto da fondere nel 1983 tale rivista con la sezione C di Acta cristallografica, di cui la professoressa Villa divenne in seguito Co-editor. Socia fin dall’inizio dell’Associazione italiana di cristallografia (Aic), ne fu membro estremamente attivo ricoprendo per anni la carica di consigliere».
E i sentimenti di stima si sommano: «Nel primo anno di istituzione, il consiglio della nuova facoltà di Ingegneria era composto principalmente da docenti provenienti dalla facoltà di Scienze impegnati nelle discipline scientifiche di base - spiega Gianfranco Albanese, già preside della facoltà di Ingegneria -. Venne svolto un imponente lavoro per l’edificazione della nuova facoltà (strutture per la didattica e per la ricerca) nonché per la chiamata in facoltà di docenti delle discipline ingegneristiche di cui l’Università di Parma era allora sprovvista. I docenti che dalla facoltà di Scienze erano passati alla nuova facoltà di Ingegneria, collaborarono con entusiasmo e impegno con i docenti delle discipline ingegneristiche per il rafforzamento della neonata facoltà. La professoressa Angiola Villa Chiesi, per anni docente e ricercatrice del settore chimico all’Istituto di Chimica della facoltà di Scienze, si inserì con dedizione e impegno nelle attività del corso di laurea di Ingegneria meccanica della facoltà di Ingegneria. Il suo impegno fu riconosciuto dal consiglio di facoltà con la sua elezione a preside. Assieme ad Angiola, tutti noi abbiamo operato per lo sviluppo della facoltà di Ingegneria della nostra Università nella consapevolezza della sua importanza non solo per l’Università ma per tutto l’insieme della attività economiche, produttive e sociali del territorio che gravita attorno ad essa».
Anche il rettore dell'Università Loris Borghi non dimentica: «La nostra comunità accademica ricorda con affetto e gratitudine la professoressa Villa, che ha vissuto all’interno dell’Ateneo di Parma tutta la sua carriera universitaria, iniziata con una brillante laurea in Chimica. La professoressa Villa è stata una appassionata ricercatrice nel campo della cristallografia e docente ordinario di Chimica dal 1993, fino a diventare stimata preside. La sua passione e il suo interesse nei confronti degli studenti hanno avuto modo di esprimersi anche nel suo lungo servizio come delegata del rettore per le attività di comunicazione e di orientamento verso le future matricole. La scomparsa della professoressa Villa lascia un grande vuoto, ma sono certo che i suoi insegnamenti rimarranno vivi in tutti i colleghi e nelle generazioni di studenti che negli anni hanno avuto la fortuna di averla come collega e docente». Angiola Villa Chiesi lascia il marito Paolo, la figlia Maria Paola, il figlio Giacomo e le rispettive famiglie.

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