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Smog, Parma maglia nera. Nel mirino il riscaldamento

30 gennaio 2015, 15:42

Smog, Parma maglia nera. Nel mirino il riscaldamento

Nel giorno in cui il rapporto di Legambiente sull'inquinamento delle città dà la maglia nera a Parma, il Comune passa all'attacco anche sul fronte riscaldamento.

 

Inquinamento: il Comune annuncia "guerra" anche nel settore del riscaldamento. Ecco il comunicato:

L’emergenza smog richiede interventi urgenti per rientrare nei limiti di legge, allo scopo di non pregiudicare la salute dei cittadini.
Il principale piano di azione riguarda il traffico, e su questo il Comune, insieme ad Arpa, ha già preannunciato l’adozione imminente di misure straordinarie, se non altro per superare il periodo più critico.
Peraltro Parma, che si trova proprio nell’epicentro della zona più inquinata di’Italia, ha registrato il più alto numero di sforamenti a livello regionale per le emissioni di PM 10.
Per questo si lavora anche sull’altro importante filone, quello del riscaldamento, responsabile di circa il 35% dello smog che ci perseguita nei mesi invernali.
Anche in questa materia il Comune non è rimasto inerte: l’Agenzia per l’energia sugli impianti termici civili, attiva dal 2011, ha censito oltre 55.000 impianti termici.
Lo stesso ente ha provveduto ad accertamenti d’ufficio sul 10% degli impianti censiti, ha inviato 400 richieste di messa a norma dell’impianto termico e sono state sanate il 99% delle criticità emerse.
Inoltre sono state inviate 200 richieste di adeguamento ai responsabili di centrali termiche e sono state effettuate 205 ispezioni direttamente sugli impianti termici.
Il Comune di Parma ha anche adottato misure aggiuntive rispetto a quelle previste nel protocollo regionale: l’ordinanza che fissa il limite del riscaldamento a 19 ° (che sarà inserito nel pacchetto del prossimo protocollo regionale) e la chiusura delle porte dei negozi quando il riscaldamento è in funzione (per il mancato rispetto di quest’ultimo provvedimento sono state elevate finora 23 contravvenzioni).
“Vorrei ribadire la necessità di rispettare sia l'ordinanza dei 19° che quella delle porte chiuse esercizi pubblici – puntualizza l’assessore all’ambiente Gabriele Folli - perché in questa situazione non ci possiamo permettere di sottovalutare nessuna misura utile a migliorare l’aria che respiriamo. Per questa ragione intensificheremo i controlli da parte della Polizia Municipale, ma soprattutto facciamo appello al senso civico dei cittadini, raccomandando il massimo impegno ad evitare sprechi di energia”
A questo proposito il Comune richiama l'attenzione sul fatto che dall'anno prossimo sarà obbligatoria (questa volta in forza di una legge nazionale) l’installazione dei “contabilizzatori” di calore per i condomini serviti da impianti centralizzati.

Il rapporto di Legambiente: inquinamento fuori controllo. E Parma ha il primato

(ANSA) - ROMA, 30 GEN - Inquinamento atmosferico, polveri e ozono fuori controllo, responsabili di patologie e morti premature. Situazione critica nell’area della pianura padana e nelle grandi città del centro-sud. Questo il quadro disegnato dal rapporto 'Mal'aria 2015' messo a punto da Legambiente, in cui si punta l’indice sul «trasporto su strada» tra le "principali fonti inquinanti in città».
Proprio le aree urbane sono quelle più in sofferenza per lo smog: 32 capoluoghi hanno registrato dall’inizio dell’anno oltre 10 giorni di superamento della soglia massima quotidiana consentita di PM10, (cioè micro particelle, per le quali il limite è di 35 superamenti in un anno); in testa alla classifica per le polveri sottili ci sono Frosinone e Parma con 20 giorni di superamento del limite. Ma anche alcune grandi città del centro-sud come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11).
Secondo il monitoraggio di Legambiente nel 2014 ci sono stati 33 capoluoghi su 88 (37%) in cui almeno una centralina urbana ha superato il limite di giorni consentiti. Prima è ancora Frosinone con 110 giorni di superamento; seguono Alessandria (86) e Torino, Vicenza e Benevento (77). Tra le situazioni più preoccupanti per il PM10, il Veneto dove il 92% delle centraline supera il limite dei 35 giorni consentiti (a parte Belluno), poi Lombardia (68%), Piemonte (50%), Campania (44%), Lazio (33%), Emilia Romagna (30%). Per Legambiente «i livelli di esposizione dei cittadini rimangono elevati», per questo chiede un Piano urgente di intervento. (ANSA).