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sanremo

Platinette: il Festival visto da dentro

di Platinette

31 gennaio 2015, 19:42

Certo visto cosí da vicino vicino...Era un verso di una vecchia canzone di Mina ma m'é venuta in mente non a Lugano, ma a Sanremo, Riviera dei Fiori, ieri durante la prima «discesa» all'Ariston per fare le prove dell'ormai imminente Festival...
Fa un po' impressione sgattaiolare dentro da «divetto» delle 7 note, anche in virtú delle mille volte che ci sono stato da inviato o per la radio o proprio per la Gazzetta, ma è verosimilmente diverso se diverso è il ruolo e di conseguenza il modo in cui ti trattano...
A cominciare dagli «stabili» dell'esterno, quelli che stazionano davanti all'ingresso e pronti a chiedere un autografo a chiunque passi, però es ormai vicini alla lotta fratricida se Malika Ayane passa senza vergare foglio o foto che sia, e mentre la pletora all'improvviso fugge attratta dai Soliti Idioti anche loro, come me, pronti al debutto...
Dunque, ci siamo: poso lo zaino, il teatro all'interno, si presenta semi-vuoto (oddio, e penso col solito ottimismo, nessuno ci vuol proprio sentire...) per poi scoprire, pochi secondi dopo, che le prove sono a «porte chiuse» per ciascun artista; mi calmo ma per poco, fino a quando l'orchestra, diretta per Grazia di Michele e me dal Maestro Lucio Fabbri comincia a provare e noi due, zitti come delle tombe etrusche scoperte da poco, cominciamo vagamente a prender coscienza che ci siamo sul serio...
Pacca sulla spalla e via, c'è Carlo Conti in prima fila e io mi chiedo, seriamente, se non facessi bene ad andarmene prima che la canzone finisca, se il sudore che m'imperla la faccia puzzi di chissá quale sporcizia, mentre sento arrivare dall'esterno il trambusto provocato da un altro artista in arrivo per prova (la Mayan di cui già abbiamo detto) e in questo invisibile tempo di pochi frammenti di secondo, ti accorgi che non sei più uno «da festival» ma semmai, con tanto di «porompompero», «uno» del Festival.
Beh, incredibile a dirsi, qualcuno dell'orchestra ci ha anche benevolmente salutato, in pausa, al momento del desco...
Messa la prima pietra, ora c'è da soltanto da aspettare: se la «casa» cresce e bene lo vedremo già nelle prossime settimane, per ora il ritorno a casa è col sorriso sulle labbra, non vorrei che domani fosse un ghigno...