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Lutto

Addio a Giorgio Paini, partigiano cattolico che puntava sui ragazzi

Scomparso a 88 anni, è stato una figura di spicco del mondo politico cittadino. Ingegnere, pilastro della Dc cittadina, presidente dell'Istituto storico della Resistenza

01 febbraio 2015, 16:17

Una persona intelligente, estroversa e molto simpatica. Un uomo che conosceva bene la vita perché l’ha vissuta intensamente fino all’ultimo. Giorgio Paini, nota e stimata figura di imprenditore, amministratore e uomo politico, è morto nei giorni scorsi all’età di 88 anni. A maggio ne avrebbe compiuto 89.
Sorbolese, i suoi avi erano titolari di un avviato mulino in zona, Paini si laureò in Ingegneria all’Università di Genova. Spirito libero, ancor giovane, imboccò i sentieri del nostro appennino e si diede alla macchia con altri partigiani cattolici andando a rinfoltire le fila della brigata cattolica «Julia». In quel frangente conobbe Enrico Mattei, a quei tempi capo dei partigiani cattolici. Dopo la guerra seguì Mattei me lavorò per tanti anni all’Eni coordinando progetti di trivellazioni sia in Italia che all’estero. E poi l’impegno politico nella Democrazia Cristiana nella quale ricoprì il ruolo di segretario provinciale nei difficili anni cinquanta. Dopo un periodo di distacco dallo scudocrociato, dettato dai pressanti impegni professionali, si riaccostò sempre come protagonista nel suo partito dove fu candidato per ben due volte nel collegio senatoriale di Parma mancando entrambe le volte il traguardo per una manciata di voti.
Nel panorama delle correnti DC dell’epoca, Paini capeggiò la componente «Tavianea» che faceva capo, a livello nazionale, all’allora senatore genovese Paolo Emilio Taviani grande figura di politico, più volte ministro, e di partigiano cattolico. Una corrente, la «tavianea», che era stata battezzata dei «pontieri» in quanto prediligeva il dialogo alla contrapposizione a favore dell’unità del partito. Coniugato con Maria Luisa, era molto legato alla famiglia ed ai figli Gian Luca e Marco (che portano avanti la «Sunbasket» di Chiozzola che produce contenitori in plastica per liquidi pericolosi) e Anna Maria docente universitaria all’Università di Verona. Componente del collegio dei probiviri dell’Unione parmense egli industriali, è stato presidente del Conservatorio di musica «A.Boito» ed inoltre fu un antesignano della «Casa della Musica» di cui fu uno degli artefici. Ultimamente ricopriva la carica di presidente dell’Istituto storico della Resistenza (il cui vice presidente è Attilio Ubaldi) all’interno del quale si era battuto con tutte le forze per il progetto «Viaggio della memoria» allo scopo di fare visitare, specie ai giovani, i luoghi delle barbarie naziste nei campi di sterminio». «E’ stata una persona capace, un ottimo presidente - ricorda il direttore dell’Istituto storico della Resistenza Marco Minardi - Giorgio credeva molto nei giovani, protagonisti di quel nuovo mondo che Paini si batté affinché non dovesse mai più conoscere le barbarie della guerra».
Era un appassionato di pittura ed un raffinato collezionista d’arte.
Con Giorgio Paini, scompare una figura storica di quello scudocrociato parmigiano che portò alla ribalta tantissimi personaggi quali gli onorevoli Piero Micheli, Carlo Buzzi, Gian Paolo Mora, Pasini, Gino Cacchioli, Gian Paolo Usberti e tanti altre figure che connotarono una delle pagine più significative della storia della nostra città.