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Borgotaro

Don Matteo di Paola parroco di tre frazioni

Trent'anni, attuale vicario parrocchiale di Sant'Antonino, guiderà le comunità di Gorro, Belforte e Baselica

di Luca Molinari

02 febbraio 2015, 20:02

Don Matteo di Paola  parroco di tre frazioni

Don Matteo Di Paola è il nuovo parroco di Baselica, Belforte e Gorro (Borgotaro). Attuale vicario parrocchiale della parrocchia di Sant’Antonino martire di Borgotaro, con atto vescovile del 12 gennaio, è stato nominato amministratore parrocchiale di San Benedetto (Baselica), San Michele Arcangelo (Belforte) e San Terenziano (Gorro).
La nomina è del vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, perché Borgotaro – pur facendo parte della Provincia di Parma - rientra nella Diocesi piacentina. Matteo Di Paola ha trent’anni ed è sempre stato attivissimo educatore della parrocchia di Piacenza di San Giuseppe Operaio. Un giorno ha scoperto che fare l’educatore non gli bastava più, che voleva fare di più, ed ha scelto la strada del sacerdozio.
Nel giorno dell’ordinazione, avvenuta il 14 giugno dello scorso anno assieme ad altri due giovani per mano di monsignor Gianni Ambrosio, don Matteo (che il giorno prima dell’ordinazione ha dato l’esame di psicologia all’università) ha dichiarato: «La nostra scelta, forse, spinge a riflettere, fa mettere in discussione. Vivo questo momento con una grande carica».
Don Matteo di Paola ha ricoperto lo stesso incarico che fu del vescovo Giorgio Corbellini, che dal 1971 al 1981 fu vicario parrocchiale a Borgotaro. Monsignor Corbellini è stato recentemente nominato da papa Francesco nella speciale commissione del Vaticano anti pedofilia.
La commissione è stata creata lo scorso novembre ma soltanto nei giorni scorsi sono stati resi pubblici gli alti prelati che ne fanno parte. Monsignor Corbellini vi entra come “membro supplente”.
L’importante incarico si aggiunge, tra l’altro a quello di presidente dell’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede. Si tratta di una struttura recente, stabilita alla fine del 2010 da Benedetto XVI per effettuare un’attività di vigilanza sulle operazioni finanziarie e prevenire attività criminose, anche all’interno dello Ior (Istituto per le opere di religione). Il vescovo Corbellini ha lasciato un ricordo indelebile tra i borgotaresi e, appena gli è possibile, torna nel nostro Appennino per riabbracciare i suoi indimenticati parrocchiani. L.M.