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Paranormale

Acchiappafantasmi in salsa parmigiana

Costituita una sezione dell'Epas

03 febbraio 2015, 22:29

Acchiappafantasmi in salsa parmigiana

Altro che acchiappafantasmi. «Vogliamo solo metterci in contatto con loro attraverso un approccio scientifico, utilizzando apparecchiature con un margine di errore molto basso». Termocamere, rilevatori di campi elettromagnetici, videocamere a infrarossi e registratori digitali: ecco alcuni dei macchinari utilizzati durante le perlustrazioni dal gruppo locale dell’Epas, European Paranormal Activity Society, network internazionale arrivato anche Parma da qualche settimana.
Il presidente della sezione è il giovane fotografo Federico Cella, già da un anno collaboratore dell’associazione che nei mesi scorsi ha effettuato sopralluoghi anche ai castelli di Varano Melegari e Compiano. «Il nostro punto di partenza sono le storie del posto che si tramandano da anni, le leggende, le battaglie, le morti violente o i suicidi. Insomma, indaghiamo nell’inconscio collettivo della gente, ma anche nelle verità consegnate dalla storia» - spiega ancora Cella, che ricordando la nota foto al fantasma di un cavaliere nel castello Bardi, scattata nel 1995 da due giornalisti, aggiunge: «Noi li chiamiamo ectoplasmi e in passato ci è capitato di fotografare qualcosa del genere, ma non è mai facile dire con certezza che si tratti di fantasmi. Possono essere strane forme di luce o granelli di sabbia sull’obiettivo. Di sicuro, io non escludo la loro esistenza. Anche perché talvolta sono successe delle cose inspiegabili durante le perlustrazioni, come una rivista caduta improvvisamente per terra, a Varano, senza che nessuno la toccasse».
Inquietante, probabilmente. Ma il giovane presidente dell’Epas, ricordando la possibilità di imbattersi in fantasmi buoni e in altri un po’ meno («Soprattutto se ci sono state morti violente»), confessa di non aver mai avuto paura. «Anche perché facciamo i sopralluoghi sempre in gruppo e restiamo in contatto con radioline o walkie-talkie».
Ma come funziona un sopralluogo, spesso effettuato in seguito a delle segnalazioni? «Prima di tutto verifichiamo che non ci siano interferenze elettromagnetiche e che quindi, se succede qualcosa di strano, si può essere davvero alla presenza di uno spirito - spiega Cella, annunciando perlustrazioni nei prossimi mesi in case abbandonate, come quelle di Ca’ Scapini, vicino Bardi, dove da anni si vocifera di strane presenze -. Poi cerchiamo di intervistare lo spirito, registrando tutto ed essendo sempre molto delicati e rispettosi. Perché gli spiriti possono diventare anche pericolosi».
Pericolosi, ma pure interessanti per i turisti. Non a caso, conclude Federico Cella, «il nostro obiettivo è quello di valorizzare il territorio portando gente in castelli e luoghi abbandonati del Ducato. Anche per questo cerchiamo continuamente nuovi curiosi da inserire nel gruppo, contattabile tramite Facebook, attraverso le serate che organizziamo e le indagine pratiche sul campo». b. f.