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Sala Baganza

Merusi: «Infiltrazioni mafiose? Un'allusione offensiva e indegna»

Lettera aperta ai cittadini: il sindaco replica a Distante e Varoli. Trasparenza: «Gli atti sono sempre pubblici, dagli appalti ai bilanci». «Sulla nostra comunità è stato gettato fango ingiustamente»

03 febbraio 2015, 22:15

Merusi: «Infiltrazioni mafiose? Un'allusione offensiva e indegna»

Il sindaco Cristina Merusi si dice sconcertata per le istanze del consigliere comunale Giuseppe Distante e del capogruppo di Sala Attiva, Umberto Varoli sulle presunte infiltrazioni mafiose a Sala Baganza e risponde alle accuse insieme al gruppo di maggioranza con una lettera aperta ai cittadini.
«Il contenuto dell’unica intercettazione dalla quale si desume il nome di Sala Baganza appare così vago e fumoso da non consentire le interpretazioni che sono state avanzate, secondo le quali nelle migliori delle ipotesi si arriva alla conclusione che la malavita organizzata avrebbe tentato di condizionare il voto amministrativo del 2011 o, addirittura, che ci sarebbe riuscita - spiega la Merusi -. Le prese di posizione della minoranza in Consiglio comunale appaiono del tutto sproporzionate rispetto a quanto è dato sapere. Nelle interpretazioni di Varoli o di Distante si parla del tutto a sproposito, e senza alcun elemento, di «fatti ormai gravi e ripetuti», o si allude a parole che lascerebbero intendere l’accondiscendenza in cambio di voti rispetto a «metodi» evidentemente illegali, arrivando a ipotizzare la richiesta di scioglimento del Consiglio per infiltrazione mafiosa». Sindaco e maggioranza continuano «Ci chiediamo, allibiti, di che cosa si stia parlando: da parte nostra possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, l’assoluta trasparenza degli amministratori e del gruppo consigliare e che la sola allusione al contrario è offensiva e indegna, e ci chiediamo, altresì, se chi dubita della nostra onestà può, senza vergognarsi, manifestare tale dubbio guardandoci negli occhi. Noi abbiamo sempre fatto politica con l’obiettivo di risolvere i problemi della nostra comunità e nessuno può contestare il contrario, se non per motivi di vergognoso opportunismo: gli strumenti affinché le minoranze possano esercitare il sacrosanto diritto/dovere di controllo ci sono, perché non utilizzarli?»
La Merusi rivendica la trasparenza dell’azione amministrativa: «Gli atti sono sempre pubblici, dagli appalti ai bilanci, perché ora si chiede di controllarli come se ciò non fosse già possibile? La minoranza dovrebbe sapere - e se non lo sa è la prova di leggerezza - che negli anni delle giunte Merusi non sono state avviate nuove lottizzazioni e tutto ciò che oggi viene costruito a Sala Baganza è il frutto delle scelte delle amministrazioni precedenti; e dovrebbe sapere ancora che le uniche due varianti urbanistiche, relative a modifiche di lottizzazioni già avviate, adottate in questa legislatura, riguardano il PP20, dove il Consiglio non ha aumentato di un centimetro la superficie edificabile rispetto a quanto votato nel marzo 2006, ampliando, anzi, le aree verdi intorno agli edifici, e il PP9, unica variante che risale al 2009, un accordo che prevede l’aumento del podere fienile di 175 mq e che rientra nell’accordo di acquisizione di Casa Gombi». Non solo. «È stato inoltre approvato un accordo propedeutico al superamento dell’annoso stallo in cui era fermo il quartiere Fienile - prosegue il sindaco - che verrebbe attuato spostando parte dell’edificabilità del PP18 (area dietro la Casa della Salute) al Podere Fienile. Se qualcuno si aspettava favori dalla maggioranza o dall’Amministrazione comunale, dunque, è rimasto senza dubbio deluso».
Il sindaco Merusi ed il gruppo di maggioranza auspicano ci piacerebbe, al contrario, che tutto quanto il Consiglio comunale, unito, si indignasse per il fango che ingiustamente è stato gettato sulla nostra comunità e, anziché tentare basse speculazioni, si adoperasse con gli strumenti che gli sono propri affinché la giustizia arrivi rapidamente a chiarire ogni aspetto di questa vicenda. Ad ogni modo, come sempre, noi continueremo a svolgere il nostro servizio per il paese: chi ha altri interessi se ne assuma la responsabilità».