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INCONTRO

Lupo, alla ricerca di possibili soluzioni

Nei giorni scorsi un incontro in Provincia, con Fritelli, Moretti, i sindaci, la Forestale, i Parchi, le associazioni. Delineata una possibile linea d'azione comune.

04 febbraio 2015, 18:26

Lupo,  alla ricerca di possibili soluzioni

Il ritorno del lupo sul territorio parmense sta causando diversi dibattiti, principalmente connessi alla predazione sul bestiame domestico e alla percezione di pericolosità della specie.

Come comunica la Provincia, questo tema è stato al centro di un incontro tenutosi nei giorni scorsi in piazza della Pace, promosso dal Presidente della Provincia Filippo Fritelli e dal Consigliere provinciale delegato all’Agricoltura e Risorse naturali Claudio Moretti.
Vi hanno partecipato tutti i soggetti coinvolti nella gestione del lupo, oltre che i Sindaci dei Comuni della Val Taro in cui ne è stata segnalata la presenza, in particolare i Sindaci di Albareto, Compiano, Tornolo, Varano, il dirigente del Servizio provinciale Agricoltura Barani, il Presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale Maggiali ed i suoi responsabili tecnici Corradi e Tralongo, il Comandante del Corpo Forestale dello Stato del Comando di Parma Fedele, il responsabile del Wolf Appennine Center istituito presso il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano Reggioni, i rappresentanti delle Associazioni locali di protezione ambientale Legambiente e WWF.

"Numerosi gli interventi, a cominciare dalle domande di chiarimenti che gli amministratori locali hanno rivolto ai tecnici sulle possibilità di gestire il lupo sul territorio, in considerazione delle numerose segnalazioni di eventi di predazione in prossimità di centri abitati e del crescente allarme nella popolazione.
Gli esperti del settore hanno descritto in modo approfondito la biologia e l’etologia della specie, i progetti di studio attualmente in corso e le attività di gestione già in essere.

Il Comandante del Corpo Forestale dello Stato, organo di vigilanza che segue la gestione della specie a livello nazionale, ha sottolineato che in Italia, sebbene siano stimati circa 1500 esemplari di lupo, non sia mai stato registrato un solo caso di aggressione da parte dell’animale sull’uomo, e che quindi sia opportuno rassicurare la cittadinanza.

Quindi, in considerazione del regime di tutela di cui gode la specie in base alle normative nazionali e comunitarie, sono stati delineati i possibili risvolti gestionali:
il Wolf Appennine Center studierà e approfondirà la natura degli eventi di predazione verificatisi in Comune di Albareto ed eventualmente altrove se necessario, mettendo a disposizione la propria esperienza;
l’Ente di Gestione per i Parchi con il suo Centro Referenza Lupo istituito presso il Parco dei Boschi di Carrega, continuerà ad occuparsi di educazione, soccorso agli esemplari feriti successivamente monitorati e prevenzione con l’allestimento di recinzioni a tutela della zootecnia;
l’Area Conservazione della Natura dell’Ente di Gestione per i Parchi attuerà tutte le possibili misure per la lotta al bracconaggio;
alle Associazioni di protezione ambientale il compito di attuare una divulgazione delle corrette conoscenze ed informazioni acquisite nel campo, attraverso l’organizzazione di escursioni tematiche ed incontri con esperti.

In conclusione, si è affermata l’importanza di seguire due linee d’azione: una corretta comunicazione, anche sul giusto comportamento da assumere nelle zone interessate dalla presenza del lupo, e la costituzione di un tavolo tecnico-politico provinciale, in cui siano rappresentati tutti i portatori di interesse.
L’auspicio è che il lupo possa diventare una risorsa per il territorio anziché un pericolo, il che potrà essere realizzato solo attraverso un’azione sinergica e congiunta di tutti i soggetti coinvolti".