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"Néva, governo ladro". I 7 colori tristi di Parma

di Margherita Portelli

05 febbraio 2015, 15:25

L’alba di un 2015 dai colori tristi per Parma
 
Potrebbe andare peggio, potrebbe nevicare. Anzi no, la neve è troppo romantica, per questa città meglio il nevischio, quello “patocco” che camminare sui marciapiedi è un’agonia, che serve solo ad innaffiare d’umidità l’ambiente: la mera illusione di un inverno come si deve.
Fra le mille sciagure che questa città sta affrontando, pure la neve che – saranno contenti i vecchi saggi – “non è più quella di una volta”. Si fa attendere per mesi, viene annunciata per giorni e poi si presenta così: scialba e rada, bagnaticcia, quasi in lacrime. Servirà a destarci dall’apatia? Per renderci conto che l’avvio di questo nuovo anno, per noi parmigiani, peggio di così non poteva essere? E che qualcosa, necessariamente, va fatto, per tirare primavera?
Ripercorriamo i colori di questa partenza al rallentatore del 2015 ducale.
Giallo e blu, come il tramonto. Il Parma Calcio non è più un gioco, non è più calcio, non è più sport. Qui parliamo di intrallazzi che non ci vengono spiegati, un’(altra) azienda che perde i pezzi. Se il futuro è una grossa incognita tutto è molto triste, ma se lo è anche il presente allora qualcosa davvero non va.
Nero, come la notte. Di notte i carabinieri hanno effettuato i primi arresti di Aemilia, alzando il velo su uno scenario tanto inquietante quanto diffuso: la mafia è anche al nord, è in Emilia, è a Parma. Lo si diceva da tempo, in realtà; qualcuno ci credeva, altri no, ma ora che il crimine ha volti e voci è impossibile fare finta di nulla.
Rosso, come l’aeroporto? L’intesa coi cinesi ci sarà? La cordata orientale permetterà al Verdi di sopravvivere? L’acquisto e il rilancio dell’aeroporto avverrà? Per ora non ci è dato sapere.
Marrone come il fango. Dopo quasi quattro mesi gli alluvionati del quartiere Montanara non hanno ancora risposte sui risarcimenti, mentre la realizzazione della cassa d’espansione sul Baganza da assoluta priorità è stata dequalificata quasi ad utopia. Questa città non impara mai o dimentica troppo in fretta?
Grigio come la polvere. Quella che si sta depositando, miseramente, sul panorama culturale di una città che fa della cultura una delle sue vocazioni. La polvere sui libri della Palatina e sulle opere della Galleria Nazionale, che declassate dalla riforma del governo, perdono la propria autonomia.
Bianco come la protesta, unanime e senza colori politici, della cittadinanza contro il rischio dei tagli al servizio di integrazione scolastica per gli alunni disabili, dal prossimo giugno. Lo scorso sabato quasi duemila persone hanno manifestato silenziosamente, sfilando vestiti di bianco in città per far sentire alla giunta la propria voce. In mano avevano mille fiaccole colorate, assomigliavano quasi ad un arcobaleno.

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