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Il vino

«Vini buoni d'Italia», Donati e Lamoretti tra i migliori autoctoni

di Andrea Grignaffini

05 febbraio 2015, 21:47

«Vini buoni d'Italia», Donati e Lamoretti tra i migliori autoctoni

Il Touring Editore ha pubblicato l’ultima edizione della guida “Vinibuoni d’Italia 2015” con il sottotitolo “L’Italia degli autoctoni: tutti i vini e le cantine migliori, regione per regione. In più, le sezioni dedicate a Spumanti Metodo Classico e Istria” a cura di Mario Busso e Luigi Cremona (pag. 700; euro 22,00).
Una guida sui generis in quanto rivolta solo a vini prodotti da vitigni autoctoni con l’intento di valorizzare gli ultimi trecento anni della tradizione enoica italiana attraverso il territorio e la tipicità. Grande risalto è stato dato anche la sempre maggiore rilevanza nel settore vinicolo della presenza femminile apportando impegno, dinamismo e innovazione come viene disquisito nelle prime pagine della guida.
I vini degustati ammontano a 25.000 su 1.000 produttori da vitigni autoctoni e 4.300 vini selezionati; i punteggi sono stati assegnati in stelle (da 1 a 4); la Corona segnala i vini d’eccellenza; la Golden Star i vini espressione del territorio.
La nostra provincia vede premiate due aziende: Camillo Donati di Felino che raggiunge il massimo punteggio di 4 stelle e la Golden Star con la sua Emilia Igt Malvasia Frizzante 2012, così segnalata: «La Malvasia è particolarmente ben riuscita, con note olfattive tipiche di pesche e albicocche, tarassaco e ruta, scorze di agrumi e ortica. Lunghissima al palato, merita attimi d’attesa per regalare note di miele d’acacia e foglie di tè».
A seguire con tre stelle l’Emilia Igt Lambrusco 2012. Chiude con un buon piazzamento Lamoretti di Langhirano con due suoi vini premiati con tre stelle: il Colli di Parma Malvasia Frizzante 13, e il Mosto d’uva parzialmente fermentato Moscato Dolce 13.
Nuove suggestioni da Cà del Bosco Belvedere è una delle più belle tenute che dominano la Franciacorta, situata a 466 metri di quota, sulle colline che circoscrivono a Sud il Lago d’Iseo, tra boschi di castagno, quercia e carpino. La storia delle alture di Belvedere hanno avuto origine milioni di anni fa, nel periodo della glaciazione.
Inspiegabilmente però solo la parte della tenuta a Nord Est fu toccata dal ghiacciaio che al suo ritiro, cambiò totalmente il suolo tanto da subire un profondo mutamento determinandone così una nuova tipicità. Così a Ca’ del Bosco nel 2012 vede la luce il Vintage Collection con il Millesimo 2008, rappresentante la migliore espressione del Metodo Ca’ del Bosco.
Due anni dopo, nel 2014, la Collection Vintage si arricchisce di un nuovo nato, il Franciacorta Dosage Zéro Noir. L’intuizione di elaborare in purezza questo vitigno è datato 1980, quando intuendone la potenzialità, Maurizio Zanella e André Dubois, idearono il primo Franciacorta ottenuto da uve pinot nero in purezza: il Brut Pinot Nero. Quei pochi che ebbero l’opportunità di degustarlo se lo ricordano ancora. Suo erede incontrastato diventa così il Dosage Zéro Nero, entrando a pieno titolo nella Vintage Collection.
Il Dosage Zéro Noir è un grande Franciacorta che rende omaggio alla tradizione di Cà del Bosco tramandandone in toto i suoi valori.
Oggi, una confezione celebrativa concede a pochi appassionati la prerogativa di degustare il Dosage Zéro Noir nei tre millesimi: 2001, 2004, 2005, degorgiati nell’estate 2014, rispettivamente dopo 12, 10 e 9 anni di affinamento sui lieviti.