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BURUNDI

Suore uccise, l'ombra dei servizi segreti

Le religiose sarebbero state a conoscenza di traffici illeciti compiuti dall'ex capo degli 007

di Luca Molinari

05 febbraio 2015, 19:59

Suore uccise, l'ombra dei servizi segreti

Dietro l’uccisione delle tre missionarie saveriane in Burundi potrebbe esserci «l’ombra» dei servizi segreti. Per ora non c’è nulla di ufficiale, ma soltanto la testimonianza anonima di un uomo che ha raccontato ai microfoni di Rpa, Radio Publique Africaine (l’emittente privata più ascoltata nel Paese africano), la sua verità sull’uccisione di Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian, avvenuta lo scorso 7 settembre. Dalle dichiarazioni dell’uomo - che si sarebbe presentato come uno dei componenti del commando che trucidò a pagamento le tre suore - e da una serie di inchieste condotte dalla radio, emergerebbe che le tre religiose sarebbero state uccise perché a conoscenza di traffici illeciti in cui era implicato anche Adolphe Nshimirimana, all’epoca capo dei servizi segreti.
Le missionarie saveriane, contattate telefonicamente, al momento preferiscono non commentare la notizia, ma ribadiscono l’auspicio che venga fatta piena luce su quanto accaduto alle tre consorelle. Nei giorni immediatamente successivi al triplice omicidio, era stato arrestato Christian Butoyi, un uomo del quartiere con problemi mentali, che avrebbe confessato di aver ucciso le suore. Fin da subito però erano emerse numerose perplessità sulla ricostruzione dei fatti e in tanti avevano valutato l’arresto dell’uomo come un capro espiatorio per mettere a tacere i clamori.
I padri saveriani e Bernardetta avevano scoperto subito il duplice omicidio e chiamato la polizia. Le due consorelle rimaste avevano deciso di dormire in casa perché tranquillizzate dalla massiccia presenza di agenti fuori dall’edificio. Durante la notte però gli assassini erano riusciti ad uccidere indisturbati la terza saveriana, risparmiando l’altra religiosa e andandosene con uniformi della polizia. Secondo queste nuove ricostruzioni, le tre religiose sarebbero state a conoscenza del fatto che Nshimirimana, proprietario di un ospedale a Kamenge, avrebbe omesso di pagare tasse doganali su farmaci importati facendoli passare come destinati al dispensario della parrocchia Guido Maria Conforti.
Inoltre con i veicoli della parrocchia il capo dei servizi segreti avrebbe illegalmente importato minerali dal Congo. In seguito alla messa in onda dell’inchiesta, lo scorso 21 gennaio il giornalista radiofonico Bob Rugurika, direttore di Rpa - dopo essersi rifiutato di fare il nome della sua fonte durante un interrogatorio - è stato arrestato con l’accusa di violazione della solidarietà pubblica, concorso in omicidio, e violazione del segreto d’indagine. In difesa del giornalista si sono mobilitate associazioni come Human Rights Watch e Amnesty International, alcuni rappresentanti della chiesa cattolica locale e ambasciatori statunitensi. In particolare, secondo Human Rights Watch (Hrw), le autorità non avrebbero fornito motivazioni valide per giustificare l’arresto dl direttore della radio africana.