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Fidenza

La Gambarini: "Un netto no alla moschea"

"Le voci su una prossima apertura del luogo di culto si fanno sempre più insistenti". "Chiedo al sindaco: è vero che è stata opzionata un'area in via Marconi?"

10 febbraio 2015, 20:02

La Gambarini:

Dopo aver sollevato la questione nel corso della campagna elettorale, Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia, torna a chiedere chiarimenti sull’eventualità dell’apertura di una moschea a Fidenza.
«Alcuni mesi fa, nel corso della campagna elettorale, avevo chiesto a Andrea Massari se fosse vero che fra le sue tante promesse ci fosse anche quella di costruire una moschea. Un impegno che avrebbe preso con un’associazione a cui sono iscritti numerosi musulmani residenti a Fidenza. La voce era circolata con insistenza. Massari smentì – scrive la Gambarini in una nota - ma ora, a distanza di alcuni mesi, questa voce ha ricominciato a girare».
«Pare, infatti - prosegue la Gambarini - che sia stata opzionata da privati un’area di via Marconi da adibire a moschea e che l’iter burocratico sia già piuttosto avanzato. Il tutto nel più assoluto silenzio. Il sindaco Massari, quindi, ci dica: queste voci hanno o no un fondamento?».
La consigliera di opposizione chiarisce, quindi, la sua posizione sul tema: «Per quanto mi riguarda, sono fermamente contraria all’apertura di una moschea a Fidenza e mi opporrò a qualsiasi progetto a riguardo. Questa voce non è arrivata solo a me ma a tantissimi fidentini, che, preoccupati, mi hanno chiesto se ne sapessi qualcosa. Quello della moschea (soprattutto alla luce di quanto accaduto ultimamente) è un argomento che andrebbe affrontato con la più ampia trasparenza possibile, coinvolgendo i cittadini e ascoltando i loro timori e le loro preoccupazioni a riguardo, soprattutto legate al tema della sicurezza».
«Fidenza - conclude - va restituita ai fidentini e dobbiamo recuperare la nostra cultura e le nostre tradizioni. Convogliare verso la nostra città centinaia di fedeli musulmani non andrebbe in questa direzione e rischierebbe anche di creare problemi di ordine pubblico».