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La paura di Marquez

"L'anno scorso, dopo il primo test, tutto sembrava perfetto, come è stato finora. Ma non si sa mai: puoi farti male in qualsiasi momento".

10 febbraio 2015, 13:40

La paura di Marquez
Grande inizio di 2015 per Marc Marquez, che ha rilasciato un'intervista al sito della MotoGp.
 
Com'è andata la prima simulazione di gara della stagione?
 
“Molto bene. Sono uscito nell'ora piú calda della giornata, circa alle 14:30h, perchè è quella in cui le condizioni richiamano quelle del Gran Premio. Difficile far paragoni con gli altgri piloti: ciascuno ha fatto il suo tempo migliore in un orario differente. Abbiamo raccolto molte informazioni per gli ingegneri della Honda e ho provato differenti soluzioni che mi hanno aiutato a capire alcune cose. Fare una simulazione girando da solo è certamente piú noioso rispetto alla gara vera e propria. Cercheremo di migliorare ulteriormente la nuova moto, perchè credo che abbiamo ancora del margine. Siamo comunque molto soddisfatti di questa base di partenza”.
 
Il giro piú veloce che hai fatto il venerdì mattina è stato il piú veloce mai fatto registrare prima d'ora a Sepang da una moto. Dí la veritá: hai trovato una scorciatoia in pista?
 
“Sì, ho fatto davvero un buon giro. Quando ho visto sul cronometro 1'58" è stato un momento speciale. Non è stato un giro perfetto e inoltre avevo uno pneumatico nuovo pronto per uscire di nuovo in pista. Ma con quel crono ho preferito non forzare, perchè non raccogli informazioni se fai il giro veloce in un test”.
 
L'anno scorso hai saltato il secondo test per infortunio. L'obiettivo di quest'anno sará arrivare piú tranquillo alla prima gara?
 
“Sí, l'obiettivo è questo. L'anno scorso, dopo il primo test, tutto sembrava perfetto, come è stato finora. Ma non si sa mai: puoi farti male in qualsiasi momento, quindi il mio programma rimane invariato e continuo ad allenarmi regolarmente, per esser preparato al secondo test”.
 
Quest'anno la presentazione del team è stata fatta in Indonesia. Che ti è sembrato dei tifosi asiatici?
 
“In realtá non ho visitato molto quell'area, tanto l'Indonesia quanto la Thailandia, ma dal primo momento ti sorprende l'affetto dei tifosi della MotoGP. Non puoi immaginarti la gentilezza della gente, come ti seguono e come vivono il motociclismo. Credo che si meritano un circuito in quel Pease”.

La paura di Marquez