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Parma

Black out in carcere, chiesta procedura d'urgenza

11 febbraio 2015, 20:29

Black out in carcere, chiesta procedura d'urgenza

«Effettivamente al carcere di Parma ci sono state delle difficoltà di tipo tecnico che hanno creato interruzioni di corrente in passato. Ieri ho incontrato il provveditore competente, dottor Buffo, abbiamo affrontato il problema e le attività sono in corso per risolvere del tutto la questione». Lo ha detto il capo del Dap, Santi Consolo, parlando del carcere di Parma, dove è detenuto tra gli altri Massimo Carminati (Mafia Capitale), in cui ci sono stati problemi al sistema di videosorveglianza e videoregistrazione a rischio black out. 
«Al momento - ha proseguito il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Santi Consolo - non ci sono a Parma le carenze tecniche registrate in passato. Stiamo lavorando per risolvere i problemi. Sono cose che possono succedere, dispiace che avvengano dove sono reclusi soggetti detenuti in regime di carcere duro». Consolo ha ricordato di aver sollecitato l’apertura di due istituti di pena in Sardegna, a Sassari e a Cagliari, «costati moltissimi soldi pubblici e che possono ospitare in totale quasi 200 detenuti in regime di 41 bis con strutture che garantiscono il totale isolamento rispetto agli altri detenuti. Quello di Sassari non può essere aperto perché non è stato attivato il sistema di multiconferenze - ha detto Consolo davanti alla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi - ed ho fatto solleciti per l'attivazione. Quello di Cagliari è di pronta ultimazione, vanno accelerati i lavori». 

I detenuti sottoposti al regime di carcere duro sono 720 in Italia e le carceri che li ospitano sono 12. «Se si decongestionano questi siti portando quasi 200 detenuti in Sardegna, riusciamo a risolvere molti problemi e recuperare spazi per la detenzione comune». Infine, ai giornalisti che gli chiedevano se anche Carminati potrebbe essere spostato in un penitenziario in Sardegna, in un prossimo futuro, il capo del Dap ha risposto che «questo dipenderà da quel che decideranno le autorità giudiziarie competenti». Infine, sul comportamento di Carminati in carcere a Parma, Consolo, rispondendo ai giornalisti, ha detto che bisogna chiedere al direttore del penitenziario, che bisogna considerare che talvolta «ci sono motivi di giustizia per cui una presenza in altro loco potrebbe essere difficoltosa» e che comunque «nella condizione in cui Carminati è l’unico beneficio è la liberazione anticipata, non potrebbe averne altri anche se si comportasse bene».

MATTIELLO (PD): PROCEDURA D'URGENZA PER PARMA? «Abbiamo iniziato l’interlocuzione con il nuovo capo del DAP, Santi Consolo. Gli ho chiesto quale sia la situazione del carcere di Parma relativamente al sistema di video sorveglianza e videoregistrazione a rischio black out, che avevo rilevato nella visita ispettiva del 30 dicembre». Lo afferma il deputato Pd Davide Mattiello, componente della Commissione Antimafia che oggi in audizione ha ascoltato il capo del Dipartimento dell’amministrazione pentenziaria, Santi Consolo. Mattiello il 30 dicembre scorso andò in visita al carcere di Parma e incontrò Massimo Carminati, considerato il boss di «Mafia Roma», detenuto in regime di 41 bis.
«Ho chiesto - chiarisce l’esponente del Pd - se vi sia una procedura d’urgenza per intervenire, anche in ragione di quando appreso dallo stesso dott. Consolo rispetto alla recente direttiva da questi impartita a tutti i direttori delle carceri, affinché segnalazioni e proposte vengano fatte direttamente al Capo del DAP, anche saltando il passaggio dei Provveditori regionali. Ho proposto di acquisire agli atti della Commissione il censimento dei black out capitati nel carcere, per capire quanti ce ne siano stati, quando, quanto lunghi e chi fossero i comandanti in servizio in quei momenti. Il direttore dott. Consolo - conclude Mattiello - che ha sicuramente un’esperienza vasta e solida, si è dimostrato pronto a collaborare a 360 gradi e di questo gli sono grato».