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Polemica

Regio, Pagliari accusa

11 febbraio 2015, 06:00

Regio, Pagliari accusa

Il senatore del Pd, Giorgio Pagliari, interviene sulla nomina del direttore generale del Teatro Regio.

«Non c'è limite al peggio (e non siamo, purtroppo, alla fine)! - scrive il senatore Pd nel comunicato - Cominciamo dalla fine: Angela Spocci, uno dei partecipanti alla pseudo selezione e inclusa nella rosa dei 7, è stata nominata sovrintendente a Cagliari. Complimenti alla nostra concittadina e una domanda: la signora Anna Maria Meo ha un curriculum migliore? Il sindaco risponda! E ancora: Anna Maria Meo ha un curriculum migliore dei 7 della cosiddetta rosa e di altri partecipanti alla pseudo selezione? Il sindaco risponda! O ce l'ha migliore esclusivamente insieme alla signora Barbara Minghetti, entrata papa nel conclave del Teatro Regio e uscita cardinale? A proposito, la selezione non è stata annullata per questioni di compatibilità economico-finanziaria? E due persone costano meno di una? Se le stesse dovessero fare lo “sconto” alla Fondazione Teatro Regio, il tutto sarebbe semplicemente un'ulteriore prova del pasticcio!».

«Il sindaco non risponderà per una semplice ragione: deve tentare di far passare la nottata, perché, il senso, politicamente, corruttivo di questa indegna operazione e la prova della svendita del Teatro Regio e del Festival Verdi saranno ulteriormente palesi nei fatti, quando si sarà saputo: che la signora Anna Maria Meo è stata nel 2012, come risulta dall'archivio della pagina web “Uffici” del sito della Filarmonica Toscanini, la referente per bandi e progetti europei con tanto di numero di telefono e di fax (è stato scritto questo nel curriculum che ha presentato l'interessata al consiglio d'amministrazione?); che il sindaco, il 9 gennaio ha chiesto al dottor Luigi Ferrari, amministratore unico di Aterconsorzio e segretario generale della Toscanini stessa, di “contare ancora, in questa fase, sulla temporanea prosecuzione di un apporto collaborativo maturato nell'ambito della sinergia tra due importanti istituzioni cittadine partecipate dall'amministrazione comunale...''».

«Come può il sindaco di Parma non vedere il conflitto di interessi, mettere sullo stesso piano Teatro Regio e Fondazione Toscanini e infine pensare che la questione della direzione generale si possa risolvere affidandola al segretario generale di una Fondazione e all'amministratore unico di un consorzio regionale? Avrebbe potuto, prima di inscenare tutto questo incredibile pasticcio, nominare Ferrari segretario generale. Soluzione troppo lineare - prosegue la nota - e non utile alla strategia di quest'ultimo e degli interessi rappresentati perché, anziché estendere il raggio di influenza, avrebbe semplicemente sostituito una pedina ad un'altra: la Toscanini con il Teatro Regio. Troppo poco! L'appetito, invece, viene mangiando e il sindaco ha fornito la sua “assistenza” fedele. Tutto questo è più che sufficiente per chiedere al sindaco un atto di onestà politica nei confronti della città: l'annullamento delle decisioni assunte e l'impegno a ricercare una soluzione in nome dell'interesse pubblico cittadino».

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