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il punto

Centro chiuso per lo smog? Molti disagi pochi benefici

di Giuliano Molossi

13 febbraio 2015, 10:43

Centro chiuso per lo smog? Molti disagi pochi benefici

La neve, caduta in abbondanza, ha provocato innumerevoli guai ma per qualche giorno ha ripulito l'aria della città che, stando ai dati di Legambiente, è la più inquinata d'Italia. I benefici però sono durati poco. Da lunedì i dati delle polveri sottili sono tornati ben oltre i limiti di legge. E così è avvenuto anche a Piacenza, Reggio e Modena. Qualche giorno prima della grande nevicata il Comune, anticipando le norme regionali che entreranno in vigore in ottobre, aveva annunciato le nuove misure decise per contrastare l'inquinamento, per tentare di abbassare la concentrazione di Pm10 nell'aria. Se per quattro giorni consecutivi dovesse venir superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo scatterebbe il divieto di circolazione delle auto dalle 8.30 alle 18.30 in tutta la città, o meglio nella vasta area all'interno dell'anello della tangenziale. Il divieto al traffico resterà in vigore finché i valori non rientreranno sotto i limiti. omprendiamo la preoccupazione del Comune (la qualità dell'aria a Parma è veramente pessima, dall'inizio dell'anno gli sforamenti sono già 28) ma riteniamo che i provvedimenti decisi siano inutili. l traffico non incide più del 40 per cento sull'inquinamento: il resto lo fanno gli impianti di riscaldamento per uso civile e industriale. Se non fosse così si parlerebbe di emergenza smog anche in estate. Lo stop al traffico è solo un modo per educare i cittadini a usare più la bicicletta e meno l'auto, a favorire comportamenti virtuosi, ma non raccontiamoci favole: non basta lasciare la macchina in garage per fermare lo smog.

Lo dimostra il fatto che spesso le polveri sottili vanno oltre i limiti anche nei giorni del blocco e in quelli immediatamente successivi. Siamo convinti che le misure adottate dal Comune provocheranno più disagi che benefici. Nonostante le numerose deroghe previste, saranno sicuramente penalizzati i commercianti del centro storico (che di questi tempi hanno pochi motivi per stare allegri) a tutto vantaggio degli ipermercati posti fuori dalle tangenziali dove è facile prevedere che si formeranno lunghe code di auto con inquinamento garantito. Danneggiati saranno anche i cittadini meno abbienti, quelli cioè che non hanno i mezzi per acquistare una nuova auto ecologica, libera di circolare. Chiudere la città non serve a nulla. I benefici, anche se di breve durata, ci sarebbero solo se si vietasse la circolazione anche sulle tangenziali o in autostrada (e la cosa è impensabile) o se insieme a Parma dichiarassero la guerra al traffico le città e i paesi vicini. Altrimenti è solo un modo per far arrabbiare la gente che ha bisogno di spostarsi in macchina per lavorare e per far cassa con multe salate (la sanzione per chi sgarra è di 163 euro). Come sappiamo, la concentrazione delle polveri sottili dipende molto dalle condizioni meteo; in caso di vento e di pioggia i livelli di pm10 precipitano. Per evitare un blocco insensato non ci resta dunque che augurare ai parmigiani un tempo da lupi.