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Mancini fa i conti con Mazzarri

"Se avesse continuato ad essere l'allenatore dell'Inter, l'Inter poteva avere tre, quattro o cinque punti in più, sicuramente, perché era, comunque, una squadra fatta per quel tipo di gioco, con un allenatore che conoscevano da due anni".

13 febbraio 2015, 20:20

Mancini fa i conti con Mazzarri
L'allenatore dell'Inter Roberto Mancini è stato ospite venerdì in diretta di Sky Sport24 HD.
 
Lei ha questa straordinaria capacità, si è fatto seguire da chiunque, da giocatori e Presidente
Racconto bene le balle (ride, ndr). A parte gli scherzi, è chiaro che il Presidente poi è quello che aiuta l'allenatore e la squadra, perché senza Presidente non si potrebbe giocare. O meglio, si potrebbe giocare, ma non si farebbe una gran figura, è importante che Thohir ci abbia supportato. I giocatori, comunque, hanno scelto l'Inter perché l'Inter è un grande club, anche se è un paio d'anni che non vince. Però, ha una storia alle spalle enorme, quindi per quel motivo lì.
Anche per il suo appeal da vincente
No, (ride, ndr) io gliele racconto un po', perché questo credo sia abbastanza normale. Quando parli con un giocatore che tu vuoi, se lo chiamo e ci parli, credo che il giocatore sia molto felice, però abbiamo preso giocatori, credo utili per ora e per il futuro. Questa è stata la cosa più importante.
Quanto tempo serve per riportare l'Inter ai livelli a cui l'avevi lasciata?
Penso e credo sempre che bisogna lavorare per bene, insomma, poi anche lavorando bene a volte non è che in pochi mesi riesci a mettere a posto tutto. Questa è stata una situazione un po' particolare, per via dei moduli di gioco che loro attuavano da anni, quindi ci vuole un po' più di tempo. Forse, però, la cosa certa che posso dire è che non ho mai trovato in tanti anni tanti bravi giocatori che seguono alla virgola tutto quello che facciamo. Quindi, il fatto di aver perso a volte delle partite assurde, credo, per il gioco che poi abbiamo fatto, per questo ero molto dispiaciuto soprattutto per i giocatori, perché loro ci stanno mettendo tutto. Quindi, la vittoria di domenica per me è stata una grande felicità, non solo per i tifosi che, comunque, erano un po' delusi, ma soprattutto per i giocatori, perché loro ci stanno mettendo veramente tanto.
Cosa deve fare Kovacic per trovare una collocazione precisa in campo e fare la differenza?
È un giocatore molto importante per noi, perché ha delle qualità tecniche enormi. È un giocatore sul quale l'Inter ha puntato ora e per il futuro, a lunga scadenza. A volte noi dimentichiamo che lui ha 20 anni, quindi un giocatore di 20 anni non può prendersi sulle spalle tutto il peso della squadra, soprattutto nei momenti difficili. Penso che abbia bisogno di ancora un po' di tempo. Il ruolo non credo sia tanto importante, nel senso che lui un giorno potrà sicuramente giocare “alla Pirlo”, potrà essere una grande mezzapunta, potrà essere un grande secondo attaccante, non lo so questo, dipenderà molto da lui. Potrà fare quello che vorrà, perché le qualità le ha tutte.
A che punto è l'Inter in questo processo di crescita?
Dobbiamo ancora lavorare molto, perché a volte non lo facciamo bene, questo credo sia abbastanza normale. A volte lo facciamo benissimo, però sarà così ancora per un po', credo. Ci vorrà ancora un po' di tempo perché, poi, quando si prende una squadra in corsa, bisogna fare tante cose. Quindi, non si può lavorare solo su una cosa, dove magari tu hai più bisogno, devi farne tante, quindi qualcosa la tralasci per forza di cose. Bisogna aspettare un po' di tempo, però stanno migliorando giorno dopo giorno.
Chi comanda la difesa dell'Inter? È in grado di farlo Ranocchia?
Sì sì, è in grado, assolutamente, è chiaro che ci deve essere uno dei due centrali che comanda.
È lui? È Ranocchia o Juan Jesus a decidere?
Ranocchia perché è italiano, Juan Jesus è brasiliano, quindi non può essere (ride, ndr). Però, questo non è molto importante, deve essercene uno che chiaramente comanda il reparto, però anche in questo bisogna lavorarci, non è una cosa così scontata e semplice, perché abituati a giocare a cinque, passare a quattro, cambia molto. A cinque si può prendere anche qualche rischio in più, a volte.
Verticalizzazioni e inserimenti; questo è il futuro tattico dell'Inter?
È la stessa cosa della difesa, credo. Anche a centrocampo bisogna lavorare. Parlando di Guarin, io ho sempre avuto fiducia in Guarin, penso sia un grande giocatore, doveva ritrovare, forse, solo un po' di tranquillità, come tutti i ragazzi, d'altronde. Però, possiamo anche cambiare uno dei centrocampisti, ma credo non cambi molto, perché quando, poi, iniziano a lavorare, a lavorare bene, le cose vanno per quella strada.
Su Yaya Tourè
Per me è uno dei migliori giocatori al mondo, gioca nel Manchester City, che è un grandissimo club, quindi, non è una cosa così semplice. Penso che molto dipenderà da lui, se vorrà fare un'esperienza in Italia, visto che ha giocato in tutti i campionati del mondo, o quasi. Vediamo se ci sarà la possibilità, anche per il campionato, perché credo che riuscire a portare in Italia Tourè sarebbe una grandissima cosa.
Guarin deve migliorare ancora con la testa, sulle scelte in campo?
Tutti noi facciamo delle scelte sbagliate ogni giorno, purtroppo. Quindi, anche a Guarin, come a tutti gli altri giocatori, può capitare di fare delle scelte sbagliate quando gioca. Però, questo è normale, quando se lì hai una frazione di secondo per decidere quello che devi fare. A volte si può sbagliare, a volte si possono fare le cose fatte per bene. Però, Guarin ha veramente avuto un miglioramento enorme in questi due mesi, molto, molto grande.
Sulla gestione di Icardi e cosa gli manca per crescere ancora e per fare innamorare definitivamente Mancini?
Icardi è un bravissimo ragazzo e, quindi, è molto semplice da gestire, assolutamente, come tutti gli altri. Come attaccante, è un attaccante giovane, ha 22 anni, deve crescere anche lui. Lui ha una qualità  che per un attaccante è fondamentale, che era quella di Inzaghi, cioè fa gol. Noi agli attaccanti chiediamo questo. Poi, è chiaro che lui sa che deve migliorare la partecipazione al gioco, la fase difensiva per tenere corta la squadra. Questo lo sa. Fare certi movimenti, altri li ha naturali, perché gli vengono naturali, proprio da grande attaccante. Lui è un classico attaccante del passato, che fa gol, è giovane e, quindi, in questo calcio, lavorando potrà sicuramente migliorare molto. Ha fatto tantissimi gol, ha una media altissima. Se, poi, riesce a migliorare altre situazioni, credo che questo andrà a suo vantaggio.
Che concezione ha del talento?
Il talento è fondamentale.
Però non sempre si può avere una squadra di talentuosi
No, questo è abbastanza difficile, però gli allenatori che hanno giocatori con talento, sono allenatori fortunati. È chiaro che, poi, il talento da solo a volte non basta, va aiutato, lavorandoci. La storia è piena di giocatori pieni di talento che non sono riusciti, magari, a esprimere le loro qualità al 100%. Avere talento credo sia una grande fortuna.
Quanto sono spendibili o assimilabili al gruppo offensivo del tuo Manchester City Podolski, Shaqiri, Palacio e Icardi?
Abbiamo costruito quella squadra in un anno e mezzo, quindi un po' di tempo ci vuole. Sono squadre un po' diverse, credo, assolutamente. Io sono molto orgoglioso della squadra costruita al City, perché il City era una squadra che lottava sempre in fondo alla classifica. Averla costruita e averla vista giocare così, per me è stato un grande onore, veramente. Spero che l'Inter possa in un anno riuscire a giocare così bene. Questo è l'obiettivo, ma credo ci voglia un po' di tempo, sicuramente.
Shaqiri si è abituato prima di Podolski ad al campionato italiano, perché?
Perché credo che Podolski sia un giocatore diverso, bravo, importante, molto serio, che sicuramente ci verrà molto utile in campionato. Purtroppo, abbiamo dovuto lasciarlo fuori dalla lista dell'Europa League, perché dovevamo prendere una decisione, perché tutti e due avevano giocato in Champions League. Podolski negli ultimi 4-5 mesi credo abbia giocato una partita intera, quella a Istanbul contro il Galatasaray. Quindi, probabilmente ha bisogno di un po' più di tempo, però ci sta mettendo tanto e spero che possa essere veramente un giocatore importante. Shaqiri era solo una questione di condizione, era fermo da un mese circa, adesso che sta ritrovando la condizione migliore, essendo anche più giovane, sembra che sia molto più brillante.
La fanno commuovere ancora le dimostrazioni di affetto da parte dei tifosi del City?
Sì, come no, mi fa molto piacere questo, perché i primi mesi sono stati abbastanza difficili, poi adattarsi a tutta un'altra mentalità non è così semplice. Alla fine, però, aver raggiunto quegli obiettivi, credo che i tifosi siano stati molto felici. Abbiamo cambiato la storia di Manchester dopo secoli, credo. Questa è stata la cosa più bella.
Con suo figlio si comporta come con i suoi giocatori?
Peggio, molto peggio.
Calcisticamente, quanto è difficile avere un padre come lei?
Lui non deve pensare a questo, dovrebbe lavorare molto di più, seriamente (ride, ndr).
Podolski adesso che ruolo può avere, ala, seconda punta, prima punta?
Stiamo lavorando molto con l'allenatore dei portieri per vedere se…. (ride, ndr). Podolski ha giocato fino alla gara con il Sassuolo, è stato fuori a Napoli solo per dargli un turno di riposo. Poi, abbiamo deciso contro il Palermo di giocare così. Quindi, purtroppo, è rimasto fuori, però io penso che ci sarà utile. A 30 anni un giocatore può ancora dare tanto.
Hernanes lo vedremo mai?
È un ragazzo fantastico, che si allena benissimo. Quando sono arrivato, non stava bene fisicamente, c'ha messo un po' di tempo. Credo che anche lui potrà essere un giocatore importante in questi mesi, assolutamente.
Cosa deve fare per convincerla?
Vedo quello che è il suo ruolo, sicuramente la mezz'ala, poi che possa giocare anche dietro i due attaccanti, ma non cambia molto, la sostanza è quella, sicuramente.
Quanta fiducia ha per l'Europa League? Può arrivare in fondo l'Inter?
Le coppe sono competizioni particolari, tu devi arrivarci con una condizione psicofisica giusta, devi essere anche un po' fortunato, a volte, perché comunque l'Europa League di quest'anno è piena di grandi squadre, non sarà così semplice, però si giocano due partite alla volta. Credo che conti molto anche il blasone e l'importanza del club. L'Inter ha vinto la Champions League qualche anno fa, ha sempre fatto delle buone figure, speriamo di poter arrivare avanti, insomma, di andare avanti, però quello che potremo fare è difficile da dire in questo momento.
Osvaldo: è una sua sconfitta, sostanzialmente, o è una di Mancini, che non è riuscito a farsi volere bene? C'è stata quasi una colluttazione, per poco non siete arrivati alle mani
No, c'è stata una cosa che, ormai, è di dominio pubblico, nel senso che c'è stata una cosa che non doveva accadere, credo, ma non perché l'ha avuta con me perché, poi, credo che in un gruppo sia importante avere dei comportamenti giusti. A me dispiace molto, perché non ho assolutamente niente contro Osvaldo, il quale è venuto da me, abbiamo parlato, ci siamo stretti la mano. Quindi, spero che Osvaldo possa fare benissimo al Boca e che possa tornare in Italia e giocare in una grande squadra. Poi, ci sono delle volte che, quando si esagerano, non si può più andare avanti. Solo questo.
Ma lui è uno spreco come giocatore?
Osvaldo ha delle qualità importanti, è un giocatore tecnico, sa giocare, è bravo, ha esperienza. Quindi, dipenderà molto anche da lui per il suo futuro.
Il discorso di Osvaldo si può anche applicare a Balotelli?
Intanto bisogna fargli i complimenti per il gol che ha fatto con il Liverpool, sono molte felice e spero che per lui sia una ripartenza. Sono persone diverse, non conosco benissimo Osvaldo, quello che è successo, è successo dopo un paio di settimane che ci conoscevamo. Quindi, non c'era nessun motivo. Balotelli è un ragazzo giovane che, probabilmente, ha bisogno di un po' più di tempo, che ha dimostrato di poter essere un grandissimo giocatore. Adesso si è un po' perso, però, credo possa avere il tempo per ritrovare la strada giusta anche lui.
Sulla bufera che ha investito il presidente della Lazio Claudio Lotito
Premetto che sono un tifoso del Carpi e del Frosinone, quindi, spero che vengano in Serie A. Io credo che tutti debbano avere il diritto di poter giocare per arrivare nella massima serie e chi si meriterà questo, ci arriverà. Accade ovunque e, quindi, spero continui ad accadere anche qua in Italia. In Inghilterra, chiaramente è un po' diverso, il calcio è diverso, non si parla così tanto, non ci sono tante chiacchiere. Però, noi italiani siamo così.
In quanto a media punti, finora vince Mazzarri, ma i tifosi adorano Mancini; è vero che l'adorano proprio perché hanno visto un atteggiamento diverso da parte della squadra?
Non lo so. Magari, sono partito con un po' di credito e, quindi, quello è un vantaggio, chiaramente. Penso che Mazzarri sia un bravissimo allenatore, però, e noi che abbiamo scelto questo mestiere, purtroppo sappiamo che quando le cose non vanno, siccome un club non piò cambiare venti giocatori, cambia l'allenatore. Questo è capitato a lui, è capitato a me, ricapiterà ancora, perché questa è la vita degli allenatori. Allo stesso tempo, penso che, probabilmente, se Mazzarri avesse continuato ad essere l'allenatore dell'Inter, l'Inter poteva avere tre, quattro o cinque punti in più, sicuramente, perché era, comunque, una squadra fatta per quel tipo di gioco, con un allenatore che conoscevano da due anni. Probabilmente, avevamo qualche punto in più. Poi, alla fine, vediamo. Io credo che la cosa importante sarà fare in modo che l'Inter riesca a raggiungere quei traguardi che aveva all'inizio della stagione. Quindi, questa è la cosa più importante. Adesso non conta molto media punti o no. Credo che alla fine sia importante raggiungere l'obiettivo che è la cosa più importante alla fine della stagione.
Su Handanovic
È sicuramente uno dei migliori portieri al mondo, su questo possiamo esserne certi.
Magari, sacrificabili altri, ma Handanovic no
Non è detto, magari non dobbiamo sacrificare nessuno, se raggiungiamo gli obiettivi, non dobbiamo sacrificare nessuno. Il calcio è strano, perché a volte sacrifichi un giocatore importante, poi ne prendi due che non pensi che, magari, siano importanti come quello che hai ceduto e, invece, la squadra di colpo cambia. Il calcio è così.
Quali pericoli può creare un avversario come l'Atalanta?
Molti problemi, perché è un'ottima squadra, anche se è in una situazione di classifica abbastanza difficile, è una squadra che gioca, difficile da battere. Ha un allenatore bravo, esperto, Bergamo è sempre stato un campo difficile e dovremo fare veramente una partita ottima per poter vincere, con la massima attenzione, perché l'Atalanta ha giocatori molto bravi. Nell'ultima partita a Firenze, forse non meritava di perdere e quindi non sarà una partita così semplice.
Quest'estate aveva detto che il Napoli avrebbe vinto lo Scudetto. A questo punto, il Napoli è una delusione secondo lei?
Il Napoli non credo sia una delusione. E' che la Juve sta andando troppo forte dall'inizio e il Napoli ha avuto un po' di difficoltà e, quindi, probabilmente ha pagato l'inizio di stagione. Credo che il Napoli abbia la squadra per poter vincere lo scudetto. In questo momento è un po' indietro però, sono due o tre partite, basta sbagliarle … Non credo ci sia una grandissima differenza tra Napoli e Juve, come squadre, e Roma, forse anche. Sicuramente sono le tre più forti. La Juve è una squadra straordinaria, perché vince da tre anni e si sta apprestando a vincere il quarto di seguito. È una squadra, non dico quasi imbattibile, ma vicino in Italia. Ha il centrocampo forse migliore al mondo.
Il Napoli è la squadra del campionato italiano che la diverte di più?
Il Napoli ha un reparto offensivo straordinario secondo me. Poi, adesso, con Gabbiadini, ha messo un altro giocatore importante, ha dei cambi importanti, quando ne tolgono uno, ne mettono un altro, che è anche meglio e, quindi, davanti sono molto bravi, sicuramente.
In cosa deve migliorare il calcio italiano per essere divertente come quello inglese?
Adesso credo che questo sia abbastanza difficile, perché in Inghilterra il calcio riceve dalle tv milioni e milioni di euro, molti di più che in Italia, possono investire molto di più e gli stadi sono sempre pieni. Credo che in Italia, se riusciamo a fare degli stadi belli, si possa riacquistare molto più pubblico e questo credo sia importante per una partita di calcio, riuscire a riportare i grandi giocatori in Italia, quelli che adesso giocano in Inghilterra, in Germania, in Francia, come era dieci anni fa. Poi, il resto credo sia difficile da cambiare, perché noi siamo così, una nazione di persone alle quali piace fare polemiche su tutte le cose, trovare il colpevole per forza. In Inghilterra non è così, è diverso. Noi siamo così e, probabilmente, stiamo anche bene così. Ci piace questo perché ci fa parlare, ci fa divertire, è come essere al bar e al bar, si può dire qualsiasi cosa.
Su Brozovic
È un acquisto di Ausilio, è un giocatore giovane, che l'Inter stava visionando da tempo, l'abbiamo visto in Italia-Croazia a Milano. Eravamo un po' indecisi, perché avevamo puntato su altri giocatori, poi difficili da prendere. Poi, abbiamo deciso per Brozovic, perché è un ragazzo giovane, che può essere importante anche per il futuro. Chiaramente, credo abbia bisogno di un po' di ambientamento, un po' di tempo ci vuole. Però, ha dimostrato di avere delle qualità e, quindi, siamo contenti per questo.

Mancini fa i conti con Mazzarri