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SALA BAGANZA

«Noi alluvionati di serie B»

Il coordinatore del Comitato 11 giugno 2011 Luberto: «Concessi risarcimenti ad altre realtà ma a Sala Baganza, Collecchio e Fornovo zero assoluto»

15 febbraio 2015, 22:36

«Noi alluvionati di serie B»

Sono 14 i milioni di euro che arriveranno a Parma e provincia da Stato e Regione per l’alluvione dell’autunno 2014. Il capo dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli ha firmato l’ordinanza con cui a Parma vengono assegnati 11 milioni di euro per finanziare gli interventi conseguenti all’alluvione, inoltre 2,6 milioni di euro arriveranno da risorse della Regione Emilia Romagna.
«Come al solito si parla di milioni di finanziamenti e i cittadini non vengono nemmeno nominati»: questo è il commento lapidario del coordinatore del comitato 11 giugno 2011 e coordinatore della rete nazionale «Mai più» Nicola Luberto.
«Per l’ennesima volta la storia si ripete - ha dichiarato Luberto - i soldi di cui si parla andranno a riparare i danni provocati dalla cattiva gestione del territorio, i cittadini, che siano di Sala, di Felino, di Fornovo o di Parma, non vengono mai nominati».
Il coordinatore del comitato Nicola Luberto ha affermato «l’obiettivo prioritario del comitato è stato sicuramente la difesa dei legittimi interessi dei cittadini alluvionati per il diritto ad un risarcimento per i danni subiti dall’esondazione del Rio delle Ginestre nel giugno 2011».
«Risarcimenti che in altre realtà vicine sono stati concessi mentre a Sala Baganza, Collecchio e Fornovo, purtroppo ad oggi, zero assoluto. Accanto a questi vi sono altri obiettivi, come la corretta informazione ai cittadini in materia di Protezione Civile e la messa in sicurezza del territorio per superare le criticità ancora persistenti che creano il timore che si possano ancora verificare danni a cose e persone».
Luberto rivendica le battaglie del comitato: «Per ovviare all’indifferenza degli Amministratori e politici locali, come Comitato ci siamo battuti per far approvare due risoluzioni politiche dall’Assemblea Legislativa del Consiglio Regionale che impegnano la Giunta a trovare propri fondi per completare la messa in sicurezza del territorio e per risarcire almeno in parte i cittadini coinvolti. Inoltre attraverso molteplici contatti avuti con gli Enti preposti alla tutela del territorio, con segnalazioni di criticità persistenti supportate da foto e sopralluoghi, abbiamo suscitato l’interessamento di tecnici che hanno preso a cuore le problematiche sottoposte e che si sono attivati e hanno sviluppato tre interventi operativi che permetteranno di bonificare e mettere in sicurezza idraulica un tratto del Rio delle Ginestre».
Il coordinatore ha sottolineato «il forte impegno e le non poche difficoltà incontrate fino ad ora , sono però ampiamente ricompensate dalla constatazione che quando si hanno a cuore il miglioramento della qualità e della sicurezza del territorio, gli Enti preposti riescono anche a trovare fondi, tra l’altro creando anche un’occasione di reddito per quegli operatori agricoli della zona che saranno chiamati ad intervenire nelle opere programmate. Purtroppo però constatiamo nell’affrontare queste tematiche, la mancanza di una presa di coscienza politica e culturale da parte degli Amministratori locali che hanno ancora un’ impostazione prettamente emergenziale o fatalistica come se si sperasse che la manna cada dal cielo».
Luberto cita come esempi positivi «il Trentino Alto Adige e la Toscana che hanno sviluppato progetti eco sostenibili di difesa attiva, cofinanziati dalla Comunità Europea e da fondi Regionali, coinvolgendo attivamente i cittadini e gli agricoltori come custodi nella prevenzione e la tutela dei territori, potrebbero essere presi come spunto dai nostri Amministratori per uscire dall’immobilismo e dare un segno chiaro di inversione di rotta nelle politiche di sviluppo del territorio, mettendo in primo piano la prevenzione e la manutenzione come strumento primario di riqualificazione e mitigazione dei rischi e delle criticità esistenti- ed ha concluso - c’è ancora molto da fare e come Comitato continueremo a batterci affinchè la sicurezza ambientale diventi un problema prioritario e culturale e che la difesa dei beni comuni e la sicurezza dei cittadini contribuisca a sperare di poter vivere in un paese migliore».