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SOLIDARIETA'

Il «cuore» dei parmigiani fa rivivere la sede Anmic

Il ringraziamento alla città del presidente Alberto Mutti

di Beppe Facchini

15 febbraio 2015, 22:37

Se oggi nella sede dell’Anmictutto sembra quasi tornato alla normalità, il merito è anche dei tanti volontari che non hanno perso tempo a recarsi in via Stirone, con pale e carriole, subito dopo l’alluvione del 13 ottobre scorso. Angeli del fango in prima linea. «Ci hanno dato una grandissima mano, ma per rimettere completamente in moto l’associazione c’è ancora tanto da fare» dice il presidente provinciale, Alberto Mutti, ricordando la «situazione disastrosa» che si è ritrovato davanti nell’immediato post-alluvione: container che galleggiavano su oltre un metro d’acqua, più o meno 40 centimetri di fango in tutte le stanze, mobili gravemente danneggiati e 12 computer completamente da buttare. In tutto, i danni ammontano a circa 42 mila euro.
Ed è chiaro che, in attesa che le istituzioni provvedano a fare la propria parte, da sola, la sezione locale dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civile non può fare molto. Ecco perché la macchina della solidarietà parmigiana si è messa in moto da tempo per non restare a guardare una realtà storica del territorio arrancare faticosamente per rialzarsi dopo un colpo così terrificante. «Abbiamo ricevuto diverse donazioni e altre ne arriveranno più avanti» continua Mutti, che non ha potuto fare altro che ringraziare il gruppo degli escursionisti del Cral Tep, coordinato da Franco Galanti, per aver regalato all’associazione un nuovo computer portatile. «A Parma, per fortuna, la solidarietà non è ancora morta - sottolinea Mutti - e sono gesti di questo tipo che continuano a darci la forza di andare avanti».
«La nostra è una realtà che organizza principalmente attività ricreative - dice invece il presidente del CralTep, Fausto Castelli -, ma sappiamo quanto sia importante aiutare chi è meno fortunato di noi attraverso iniziative di questo genere. Iniziative di solidarietà che ci fanno stare bene. Ogni anno - continua Catelli - il gruppo escursionisti dell’associazione chiude il bilancio con degli avanzi e così, invece di spendere quei soldi per una mangiata, si è deciso di utilizzarli per beneficenza».
Ed ecco, allora, come una piccola rinuncia si sia trasformata in un grande gesto di vicinanza che in via Stirone, dove il lavoro quotidiano davanti ai pc non manca mai, può fare davvero la differenza.

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