Archivio

CULTURA

Palatina, oltre le 5mila firme: raggiunto il traguardo

di Katia Golini

15 febbraio 2015, 22:38

E' stata davvero una levata di scudi. Pacifica e composta, proprio come sanno fare i parmigiani orgogliosi dei propri tesori. Tutta la città ha risposto all'appello, lanciato in difesa della Palatina e della Galleria Nazionale e contro il declassamento imposto dal governo, con una convinzione stupefacente. Così le 5000 firme - obiettivo fissato dai promotori - sono state ampiamente raggiunge. Anzi, addirittura superate. E tutto questo in meno di due mesi.
Si sono mobilitati prima di tutto i cittadini. I parmigiani si sono fatti sentire non solo firmando la petizione online, ma anche aderendo via fax e via mail. Alcuni hanno recapitato di persona il foglio con la propria sottoscrizione alla nostra redazione.


La soddisfazione dei promotori
Un successo sorprendente anche per chi ha lanciato l'iniziativa. «Intanto bisogna sottolineare il significato politico, nel senso nobile della parola, di questa vasta partecipazione: l’invito, esplicitamente rivolto alla cittadinanza e non alle autorità, a pronunciare un “fermo e civile no” alle decisioni ministeriali, ha avuto un successo insperato, se si tiene conto che l’iniziativa non ha cercato l’appoggio di nessuna organizzazione, partitica o meno - spiegano i promotori della petizione -. Il che significa che l’opinione pubblica di una città si è mossa in difesa di due alte istituzioni culturali, perché si è identificata con esse. Questa consapevolezza della propria identità, che testimonia una grande maturità civile, è il dato realmente nuovo e sorprendente, in felice controtendenza rispetto ad altri indicatori che indurrebbero al pessimismo (è di questi giorni, per esempio, la notizia che Parma gode del poco invidiabile primato di seconda città più inquinata d’Italia)».
«Ciò è tanto più vero - continuano i promotori - in quanto le adesioni sono state socialmente trasversali: tra i firmatari si trovano non soltanto frequentatori attuali o trascorsi della Palatina, ma anche tante persone che magari, non per loro scelta, non hanno mai messo piede in biblioteca e solo qualche volta hanno visitato la Galleria o il Museo archeologico, ma che nondimeno sentono di appartenere a quei luoghi e, reciprocamente, che essi appartengono un po’ anche a loro. Ma se si considera che accanto a imprenditori come Chiesi, Dallara e Barilla, hanno firmato giornalisti, scrittori, artisti, architetti, avvocati, insegnanti, medici, registi, si può dire che è stata coinvolta l'intera cittadinanza».

Istituzioni e associazioni
La battaglia contro il declassamento è stata sposata da molteplici istituzioni e associazioni. Oltre all'Università (nella persona del rettore Loris Borghi), l’Accademia Nazionale di Belle Arti, l’Ordine degli Avvocati, la Sezione Grafici del Gruppo Imprese Artigiana Upi, la redazione di Aurea Parma, anche, tra le altre associazioni, tutti i Rotary di Parma e Provincia, il Fai di Parma, l’Anspi, la Famija Pramzana, Rinascimento 2.0, Il Borgo, le Mogli dei medici di Parma, Parma Nostra, l’Associazione Remo Gaibazzi.
Battaglia non solo parmigiana
La causa ha avuto il supporto anche di tanti che parmigiani non solo. Spiccano vari nomi «illustri». Tra gli altri Corrado Augias, Leonardo Benevolo, Ginevra Bompiani, Luciana Castellina, Lella Costa, Inge Feltrinelli, Klaus Kemps, Marian Lefferts, Aviad Stollmann, Lea Vergine, e altri studiosi che scrivono dall’Argentina, dall’Inghilterra, dalla Grecia. Moltissimi i docenti delle Università di Firenze e Genova. E gli «amici» di Palatina, Galleria e Museo Bodoni che vivono e lavorano all'estero, ma che a Parma hanno studiato. Sumner Stone e Allan Haley che, dagli Usa, sono arrivati a Parma per studiare il grande grafico e creare il carattere elettronico ITC Bodoni. O Pédro Catedra, docente dell'Università di Salamanca che tiene lezioni in giro per il mondo - in questi giorni è alla Columbia di New York dove parla di storia del libro - e racconta dei nostri tesori a tutti gli studenti che incontra («Quando spiego Bodoni non c'è nemmeno bisogno di soffermarsi sul dov'è Parma tanto sono famose la città e la Palatina tra gli studiosi».