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USA: NUOVE REGOLE

Droni, a rischio le consegne di Amazon e Google

16 febbraio 2015, 19:50

Droni, a rischio le consegne di Amazon e Google

Le consegne nel giro di mezz'ora di prodotti ordinati via internet, quelle promesse da Amazon grazie ai droni, potrebbero non arrivare. Così come quelle pensate da Google. Almeno per ora, almeno negli Stati Uniti. La Federal Aviation Administration (Faa), l'equivalente statunitense della nostra Enac, ha infatti iniziato a mettere ordine nei cieli a stelle e strisce e, dalla prima bozza di regolamento, le consegne di merci sembrano tagliate fuori.

Stando alla normativa proposta, in parte simile a quella italiana, i voli commerciali potranno avvenire solo nelle ore diurne, sotto i 150 metri d'altitudine. I piloti non potranno avere meno di 17 anni, dovranno ottenere una certificazione «ad hoc» superando un test e, soprattutto, non potranno mai perdere il contatto visivo con il drone. Ciò significa che i velivoli totalmente robotizzati, quelli non pilotati da una persona in carne e ossa, continueranno a essere fuori legge.

I primi a farne le spese saranno colossi come Amazon e Google: entrambi stanno sperimentando le consegne via drone fuori dagli Usa in attesa di poter fare i test in patria, la prima in India con «Prime Air» e la seconda in Australia con «Project Wing». Ma il problema sorge anche per realtà più piccole, come ad esempio le imprese che puntavano alla consegna a domicilio di pizze e giornali.

La bozza del regolamento, che riguarda i droni fino ai 25 kg di peso e non si applica a quelli piccoli usati per hobby, dovrà essere sottoposta ad una serie di passaggi, per cui le norme definitive non sono attese prima del 2017. La speranza, da parte di chi punta a consegnare merci, è che siano introdotte modifiche. «La Faa deve iniziare e concludere rapidamente il processo formale per rispondere alle esigenze del nostro business e dei nostri clienti», ha detto Paul Misener, vicepresidente di Amazon. «Senza l'approvazione dei nostri test negli Usa, saremo costretti a far crescere ulteriormente all'estero la ricerca e lo sviluppo di “Prime Air”».

Tolto il problema delle consegne, il regolamento per i voli commerciali si mostra più morbido di quello italiano entrato in vigore ad aprile. La Faa, ad esempio, non chiede nessuna autorizzazione per i droni, mentre l'Enac impone che il velivolo sia certificato e autorizzato ad operare.

Accanto alle norme, la Casa Bianca ha anche diffuso un memorandum in cui si chiede alle agenzie federali di rendere pubbliche le informazioni su dove volano i droni e sull'uso dei dati raccolti con la sorveglianza aerea. Il tutto per tranquillizzare i cittadini sul rispetto della privacy.

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