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Chiharu Shiota

I ricordi intrappolati nella mente

di Patrizia Ginepri

16 febbraio 2015, 20:34

Emozioni come linfa vitale. Non so voi, ma io ne ho bisogno. E non è questione di età. Trovarsi davanti a a un'idea geniale a un'anima speciale, che appartenga all'arte, alla scultura, all'architettura, alla letteratura, al cinema, e perché no anche all'empatia che si crea tra le persone, poco importa. Così ho pensato di condividere con voi appunti di viaggio, segnalando ciò che mi ha stupito dandomi l'opportunità di riflettere e di ammirare persone a mio parere straordinarie. Lo faccio perché quando scatta il colpo di fulmine di fronte a una idea, a un concetto, a un'immagine, sento il bisogno di raccontarla, con umiltà, conoscendo i miei limiti, visto che non sono un critico d'arte né letterario. Parlo semplicemente di emozioni che nutrono il mio cuore. Spero che chi leggerà mi possa offrire, a sua volta, suggerimenti e segnalazioni. Un antidoto per affrontare i tempi difficili che stiamo vivendo.

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Il primo personaggio di cui voglio parlare è Chiharu Shiota artista giapponese, classe 1972.

Le sue installazioni affrontano i grandi temi esistenziali dell’uomo come la memoria e l’oblio, l’appartenenza e l’identità, la paura e la solitudine, la nascita e la morte. L'impatto con le sue opere è strabiliante. Shiota utilizza fili di lana nera che intreccia in un lungo processo, fino a condensarli in una fitta tessitura, rendendo lo spazio impenetrabile. L’installazione racchiude un tavolo e una sedia, magari un pianoforte, un soprabito, un interno di una casa. Si creano così immagini tridimensionali, scenografie in cui oggetti di uso quotidiano perdono la loro funzionalità a favore di un valore emotivo e simbolico. Lo spazio tridimensionale diventa per l’artista la tela sulla quale dipingere un’immagine che nasce da un immaginario intimo e privato ma che nella trasposizione acquisisce una dimensione universale, una simbolicità poetica che si rivela al visitatore in tutta la sua forza espressiva. I ricordi sono così intrappolati nella fitta trama del filo nero un po' come nella nostra mente.

Chiharu Shiota é una delle più affermate artiste giapponesi della sua generazione. Nel suo lavoro sintetizza i due filoni artistici che più sembrano averla influenzata: da un lato la tradizione giapponese del calligrafismo, che lavora sullo stato di concentrazione dell’artista e, dall’altro, la lezione trasmessa da Marina Abramovic di cui è stata allieva ovvero che l’artista deve lavorare quasi asceticamente, in uno spirito di concentrazione meditativa che culmina in un atto apparentemente semplice, ma colmo di significato.

Per saperne di più: www.chiharu-shiota.com