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ECONOMIA

Kedos, «cura» il business e apre una sede operativa anche a Parma

16 febbraio 2015, 21:39

Kedos, «cura» il business e apre una sede operativa anche a Parma

«Qui dentro c’è tutto il mio ufficio» dice Nicola Bianconcini, amministratore unico di Kedos, mostrando tablet e cellulare. In questa immagine si riassume molto di quello che fa la sua azienda per facilitare il business; il resto sta nelle risposte che seguono.
Da dove parte la sua esperienza di imprenditore?
Sono di Parma, qui ho giocato a rugby e mi sono laureato in ingegneria elettronica. Poi ho iniziato a lavorare a Milano in alcune realtà del mondo bancario come sviluppatore informatico. Ho avuto la fortuna di partecipare alla realizzazione dei primi grandi siti di home banking, riuscendo a cogliere in anticipo le problematiche ad essi collegate.
Con quell’esperienza in tasca e un gruppo affiatato di collaboratori, tre anni fa ho deciso di fondare la Kedos.
Come ha mosso i primi passi?
Kedos in greco significa “cura” ed è questo il nostro manifesto d’intenzioni, ciò che guida quello che facciamo per il business dei nostri clienti. Parlo al plurale perché fin da subito eravamo un team di 25 persone, le stesse che da oltre dieci anni lavoravano insieme in ambito bancario.
Da questo punto di vista è stato più facile costruire l’organizzazione perché da sempre condividiamo approcci, metodi e obiettivi. Le diverse competenze presenti, da quelle applicative a quelle sistemistiche, sono state integrate per la definizione di soluzioni concrete. Oggi la struttura si divide tra le sedi di Milano, di Torino e di Pontremoli.
In dettaglio cosa fate?
Realizziamo soluzioni software sulle specifiche del cliente e aggiungiamo alcuni asset, ovvero strumenti evoluti, per dematerializzare e rendere più efficienti i processi. Uno di questi asset è la firma grafometrica, da noi sviluppata nel 2012, che agganciamo ad altre soluzioni per far funzionare meglio il business dei clienti.
Qual è la portata di questa tecnologia innovativa?
Permette di associare al tratto di firma alcune caratteristiche biometriche, come velocità e accelerazione, pressione, movimento e ritmo, che identificano un individuo in modo pressochè certo, garantendo chi la riceve. L’abbiamo applicata al mondo bancario, con cui continuiamo a collaborare, ma anche in ambiti più trasversali. Il vantaggio è che non produco più carta perché il documento non esce mai dal mondo virtuale.
E il futuro come lo vede?
I nuovi dispositivi hanno cambiato le abitudini in modo irreversibile e i sogni di Steve Jobs di fare più cose con pochi gesti, sono ormai realtà. Per noi si apriranno nuove prospettive di sviluppo su mercati diversi e la possibilità a breve di aprire una sede operativa anche qui a Parma; ci tengo molto, per valorizzare la mia città e avvicinarci a nuovi progetti in corso.