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Sanremo

Nessuna sorpresa: è quello che ci meritiamo

di Francesco Monaco

16 febbraio 2015, 21:41

Nessuna sorpresa: è quello che ci meritiamo

A Sanremo vince Il Volo (un verdetto talmente «già scritto» che lo aveva previsto persino Giucas Casella) e le nonne si commuovono. Gianna Nannini stecca (e prima di lei gli organizzatori invitandola malgrado i guai giudiziari per evasione fiscale) ma l'Ariston le tributa una standing ovation. Si scorre l'elenco degli autori delle 20 canzoni in gara, e balza all'occhio che ben tre sono state scritte da Kekko dei Modà.
Tre indizi fanno una prova, e i dati Auditel ne sono la conferma: abbiamo avuto il Festival che ci meritavamo. Fateci caso: dopo i politici (vabbè, ci sarebbero anche i giornalisti, ma tanto è sempre colpa dei giornali), i cantanti e le canzoni di Sanremo sono i più presi di mira dal popolo dei social network che si diverte a metterli alla berlina. Il ragionamento è lo stesso: così come ci lamentiamo di chi abbiamo votato, così non perdiamo l'abitudine di sbertucciare chi intanto ci tiene incollati alla tv.
Un anno fa, proprio su queste pagine, si indicava in Carlo Conti l'uomo giusto per ripulire il Festival dalle scorie e dai veleni (anche e soprattutto politici) lasciati in eredità dal biennio Fazio-Littizzetto. E l'opinione non è cambiata: il conduttore fiorentino, ex dj radiofonico e volto rassicurante di RaiUno, ha compiuto la missione che gli era stata affidata, cioè «normalizzare» Sanremo. Il problema, semmai, è lo strapotere delle case discografiche che mai come al Festival puntano al ribasso, per l'assurda logica secondo la quale, per piacere al grande pubblico televisivo, una canzone dev'essere il più possibile ruffiana, banale e già sentita. E in questo panorama, il nostro amico e concittadino Mauro Coruzzi, in coppia con Grazia Di Michele, ha fatto un figurone con un testo profondo e controcorrente, in direzione diametralmente opposta al resto della scaletta, anche se - ovviamente - in pochi l'hanno capito e «Io sono una finestra» non andrà in heavy rotation radiofonica. Ma tant'è: se la gente vuole solo le canzoni «da Festival» è stata accontentata: anzi, nel 2016 si merita i Modà come superospiti.