Archivio

Soragna

Nel «salotto» della Bassa dove si vive bene

Molti i lati positivi anche se i residenti auspicano un ritorno alla solidarietà di un tempo e nuove strutture per i giovani

di Simona Valesi

18 febbraio 2015, 21:03

Nel «salotto» della Bassa dove si vive bene

Priorità al lavoro per i giovani, sicurezza, maggior solidarietà e partecipazione alle iniziative e ai problemi del paese.
Per i soragnesi gli ingredienti ci sono tutti per prendere nuovo slancio. Cominciando col rompere quell’odierno, freddo muro che spesso divide le persone. Il problema neve ne è stato un chiaro esempio. «Non c’è più la solidarietà di una volta – afferma critico Sergio Colombi –: le associazioni dovrebbero fare causa comune. Non ho visto disoccupati a spalare la neve, ma a chiedere i sussidi al Comune sì. Ci vorrebbe più collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale».
Claudio Pasetti venditore ambulante residente a Soragna è al mercato con il suo banco di articoli casalinghi. «I servizi di base ci sono ma la gente gira meno al mercato. Senza contare le difficoltà del commercio che cerca più sostegno. E i furti: adesso abbiamo anche i vigilantes».
Gli fa eco Amilcare Anselmi che definisce Soragna «un bel paese e col vantaggio della vicinanza di Fidenza». Per Emi Fanzini è un piccolo «salotto» dove le giornate sono serene e con tante occasioni di svago. «Anche se ci vorrebbe una nuova discoteca per i ragazzi, un cinema, luoghi insomma per i giovani. Per il resto abbiamo buonissime scuole, un ottimo oratorio, una bella biblioteca, il lavoro nel quartiere artigianale, un paese ordinato e pulito. Certo però la gente è più egoista rispetto a quando ero piccola».
Cinzia Grossi invece punta il dito contro l’abitudine tutta di paese di snobbare le iniziative locali: «Guardi questo mercato, sembra che la gente di Soragna non si voglia far vedere a far spesa, preferisce farsi in auto dei chilometri e andare altrove, e così per le manifestazioni. Invece bisognerebbe partecipare. Abbiamo a Soragna attrazioni che molti ci invidiano come due bellissime piscine, che penso solo Fidenza qui in zona abbia». Bruna Pattini, già al lavoro nella loro oreficeria di famiglia, lamenta troppe tasse e i furti. «Non è più come una volta, per la vita quotidiana non manca niente ma ci vorrebbe più sicurezza. I ladri sono troppi».
Luana Riva sottolinea la necessità di ridare vita al centro e trovare nuove idee. «Sono tra le organizzatrici del Bassa Summer Party che si tiene una volta all’anno e vorremmo più sostegno dal Comune verso chi propone nuove iniziative. Ora i ragazzi hanno riaperto il Circolo Arci e speriamo vada bene. Vanno però anche il Circolo Anziani e la sede degli Alpini».
Approvano le parole di Luana anche Cristina Quarantelli e Sabrina Ziliotti. «I ragazzi chiedono un paese più vivace - dice Cristina – per gli anziani ci sono tanti servizi e luoghi di svago ma per i giovani, che qui sono tanti, bisogna far di più».
«Venendoci incontro tutti si potrebbe fare molto – aggiunge Sabrina – anche considerando il lavoro futuro per i nostri figli». Metella Pizzi titolare alla guida da anni della storica Trattoria «Al Voltone» ha un giudizio positivo del suo paese. «Qui si vive davvero bene. Il turismo soprattutto è importante e per attrarre più visitatori occorrerebbe più pubblicità. E il Nuovo Teatro lo terrei aperto non solo per spettacoli ma anche per i bambini».
Annelena Michelazzi Roffi presidente della Famiglia Soragnese non manca di rilevare che «le buche che rendono pericoloso il traffico per le persone. Per il resto posso dire che consiglio Soragna ai “diversamente giovani”».
Infine Roberto Cipelli lamenta la «poca sicurezza, strade da sistemare e piazza Garibaldi ancora occupata dalle auto invece di essere Ztl. Al lunedì per il mercato via Cavour viene chiusa all’inizio e le auto non hanno spazio per manovrare: sarebbe meglio chiudere vicino alla Rocca. Inoltre abito vicino al Museo ebraico e ho visto spesso dei maleducati spostare i cartelli per parcheggiarci davanti pur sapendo che c’è il divieto. In centro storico poi passano troppi furgoni che rovinano i sanpietrini e dall’arco del Voltone che è stretto ci vorrebbe il senso unico. Altro tasto dolente tutti quei camion che passano in via Roma alla faccia dei milioni spesi per la tangenziale».