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PROCURA

Parma, chiesto il fallimento. Via a indagine per bancarotta?

Debiti erariali di oltre 16 milioni di euro

18 febbraio 2015, 10:21

 Il procuratore capo di Parma Antonio Rustico conferma che è stata presentata un'istanza di fallimento del Parma per debiti erariali: "Risulta una situazione di inadempienza verso l'erario che difficilmente potrebbe essere risolta con una regolare solvibilità. Il decreto 74 del 2000 sui reati tributari prevede in questi casi che sia il pubblico ministero ad agire sotto il profilo civile con un'istanza di fallimento". Partirà un'inchiesta penale? Ancora non si sa: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere", ha detto Rustico rispondendo ai cronisti.
Di certo un'indagine per bancarotta potrebbe seguire un'eventuale dichiarazione di fallimento: "Qualcuno potrebbe pensare che non agiamo in fretta - spiega Rustico - ma la procedura prefallimentare non è di pubblico dominio, si svolge in camera di consiglio e prevede dei termini. Noi abbiamo sempre seguito la situazione e la stiamo seguendo, per ora con questi accertamenti di tipo civilistico. Eventualmente poi seguiranno procedure penali. Mentre una situazione di credito con i privati dà solo luogo a contenziosi civili, un credito ingente con l'Agenzia delle entrate rientra in fattispecie penalmente rilevanti. Anche gli stessi uffici tributari, in seguito a mancato versamento dell'Iva o altre inadempienze, avviano denunce". 

Come si evince dall'ultimo bilancio del Parma FC. depositato la scorsa settimana, la società conta un debito tributario di 16 milioni 746mila euro, tra cui 8 milioni 443mila per redditi di lavoro dipendente e 7 milioni 218mila di Irap. 

Rustico, rispondendo ai cronisti, ha spiegato che 7 giorni prima dell'udienza relativa all'istanza di fallimento (quella fissata per il 19 marzo) il debitore (in questo caso il Parma Fc) deve presentare un elenco dei crediti verso terzi e un elenco di tutti i debiti, "in modo da mettere il tribunale nella condizione di decidere" se arrivare al fallimento o meno. Se il Parma pagasse le pendenze la situazione andrebbe verso la normalità: "E’ chiaro - ha detto - che la società ha tutti gli strumenti per paralizzare la procedura, riuscendo a pagare, anche con dilazioni". 
Il procuratore capo ha aggiunto che, oltre all'istanza della Procura, potrebbero esserci altre istanze di creditori non soddisfatti. 

Video - Parla il procuratore: come funziona l'istanza
 

La cronaca della frenetica giornata di ieri

(ANSA -Giuseppe Milano) La Procura ha chiesto il fallimento del Parma Fc per inadempienze fiscali. A firmare la richiesta i pm Paola Dal Monte, Giuseppe Amara e Umberto Ausiello. L’udienza sarebbe stata fissata per il 19 marzo. E’ il colpo di scena al termine di una giornata vissuta nell’attesa del bonifico promesso a giocatori e dipendenti dal nuovo patron Giampietro Manenti, senza che di euro se ne vedesse nemmeno l’ombra. Pugno duro dell’ufficio inquirente che chiude col botto una giornata che sembrava passare con le rassicurazioni del presidente, senza che dalle parole si passasse ai fatti: l’arrivo di bonifici per 30 milioni di euro da un istituto di credito estero secondo indiscrezioni societarie sarebbe slittato ancora una volta a domani.
Dal punto di vista della nuova società la conferma che tutto sarebbe regolare il presidente del Parma Fc l’ha data al telefono a dipendenti e giornalisti. Oggi Manenti era infatti in Slovenia, esattamente a Nova Gorica, dove ha sede la sua società, la Mapi Group. «Confermo che il pagamento è stato eseguito - ha ripetuto il numero uno crociato - ma vado in Slovenia per snellire le pratiche. La fase uno è chiusa (pagamenti giocatori e dipendenti), ora ci concentriamo sulla fase due che è quella di regolare la situazione con i fornitori».
Le rassicurazioni hanno retto, in giornata, almeno per i giocatori che hanno deciso di concedergli altro tempo. Dopo l'allenamento del pomeriggio, in un incontro con il presidente dell’Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi e il direttore Gianni Grazioli, è stato deciso di non procedere con la messa in mora della società. «Aspettiamo ancora. Abbiamo deciso di dare un’ulteriore proroga», ha confermato il capitano della squadra Alessandro Lucarelli, che prima ha fissato per domani la scadenza, poi ha precisato che comunque, visti i tempi tecnici della burocrazia bancaria, la pazienza dei giocatori si estenderà fino a fine settimana.
Altre ore di ossigeno all’attuale dirigenza, nonostante questa mattina ai cancelli del centro sportivo di Collecchio si sia presentato addirittura l’ufficiale giudiziario. Sigilli e sequestro per tre furgoni ed un’autovettura, un’operazione però legata ad un debito regresso di circa centomila euro che la società avrebbe accumulato nei confronti di Equitalia. Nei giorni scorsi i tecnici del tribunale avevano visitato anche la palestra del centro sportivo catalogando attrezzature e macchinari, anche queste pignorate sebbene restino a disposizione della prima squadra. «E' una vecchia storia che abbiamo ritenuto di non bloccare perchè si devono fare delle scelte - ha commentato Manenti - Non ci siamo messi a rincorrere Equitalia e poi, chissà, quei pulmini li ricompreremo nuovi venerdì».
Ma ora c'è questa pesante richiesta venuta dai pubblici ministeri, che si aggiunge a un’altra sfida che nei prossimi giorni Manenti dovrà affrontare con il socio di minoranza Energy T.I. Group. La società che detiene il 10 per cento del Parma Fc ha chiesto infatti il commissariamento del club per gravi irregolarità nella nomina e nella composizione del consiglio d’amministrazione, sia nell’era Taci che in quella attuale. "Hanno più volte convocato cda con dimissioni e nomine di nuovi rappresentanti senza tenere conto di noi - ha sottolineato Roberto Giuli, presidente T.I. Group - non hanno mai considerato poi di una richiesta di un consiglio in via urgente e inderogabile per valutare la situazione regolare contabile e lo stato dei pagamenti dei tesserati. Richieste senza nessun riscontro».