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Parma

Polfer, gli angeli custodi dei viaggiatori

18 febbraio 2015, 06:00

Polfer, gli angeli custodi dei viaggiatori

Chiara Pozzati

Ogni giorno 30mila pendolari bazzicano nella stazione di Parma. Un crocevia di tanta gente perbene, ma anche di borseggiatori, minorenni fuggiaschi, bulletti e teppisti. A questo si aggiunge l'aumento esponenziale dei «portoghesi», figli soprattutto della crisi, che hanno fatto impennare gli interventi della Polfer fino a 400 in un anno.

L'esercito dei borseggiatori

Spesso agli agenti della Ferroviaria basta uno sguardo per inquadrare il ladruncolo in fuga che aspetta solo il momento propizio per una «spallata casuale» o una mano silenziosa che svuota le tasche. Ed è proprio la piaga dei furti, più in generale dei reati predatori lungo i binari, a prendere il sopravvento nel bilancio del 2014. Basta frugare fra i dati per farsi subito un'idea precisa: nell'anno appena passato gli agenti hanno denunciato 42 persone, di cui circa il 40% per reati contro il patrimonio, per dirla alla poliziesca maniera. Non solo, le manette sono scattate ai polsi di un marocchino pizzicato in stazione, nonostante il provvedimento definitivo per spaccio che gli macchiava la fedina penale.

Aggressioni e oltraggi

Un altro buon 30% di denunce, poi, è scattato per i reati di aggressione, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un tema che troppo spesso coinvolge gli adolescenti. Per esempio a finire nei guai l'anno scorso sono stati sei «baby-pendolari». «Si tratta di ragazzini che se la prendono soprattutto nei confronti del personale delle ferrovie - spiegano dagli uffici della Polfer -. Spesso, quando parliamo coi minorenni, ci rendiamo conto che non tutti sanno che un capotreno, un controllore nell'esercizio delle sue funzioni è un pubblico ufficiale, quindi accanirsi con loro o fornire false generalità è reato. Non di rado ci è capitato di essere stati chiamati direttamente da chi controllava il biglietto dopo reazioni spropositate». Dagli insulti alle mani il passo è breve.

Scomparsi o in fuga

Sempre per rimanere nell'universo degli «under 18», è fondamentale il ruolo delle divise per rintracciare i fuggiaschi, spesso sorpresi a vagare in stazione. Si tratta di un numero crescente di anime in attesa di un futuro migliore, alla ricerca dell'avventura o semplicemente pizzicati senza biglietto e ben lieti che vengano contattati mamma e papà.

I casi più delicati

Ma ci sono anche situazioni delicate e dolorose. Nel 2014 ad esempio sono stati identificati 80 adolescenti scomparsi o in fuga. Tra questi, 13 (senza famiglia o tutore legale in Italia) sono stati affidati alle strutture di accoglienza di competenza comunale, mentre gli altri sono stati riaccompagnati in famiglia o segnalati agli uffici della polizia che stavano seguendo il caso.

Bulli e vandali

Ancora sottotraccia è poi il bullismo tra le rotaie, «che sicuramente c'è, come in ogni stazione - ammettono dagli uffici -, ma ancora troppo spesso non viene segnalato». Altro capitolo è quello sui danneggiamenti dei convogli e dei mezzi d'opera: una decina le denunce, la metà dei colpevoli incastrata dalle telecamere.

Ritrovamenti e salvataggi

La memoria gioca brutti scherzi, o molti parmigiani hanno la testa fra le nuvole. Si dimentica di tutto tra i sedili del treno: portafogli, valigie, berretti, guanti, sciarpe e perfino tesi di laurea. Eppure c'è chi pazientemente perlustra i convogli o custodisce gli oggetti rinvenuti da altri. Solo l'anno scorso sono state 250 le richieste di intervento pervenute all'ufficio della Polfer per dimenticanze di vario genere. Di queste 200 sono state soddisfatte con tanto di restituzione al legittimo proprietario. Lieto fine dunque tutt'altro che miraggio, specialmente se la richiesta di aiuto arriva in tempo reale.

Pendolari sempre più smemorati, distratti, assenti. Forse troppo impegnati a inviare mail, chattare, scambiare sms o sentire musica. In carrozza si lascia un po' di tutto: documenti, cellulari, iPad, iPod, macchine fotografiche. Ma il record in assoluto è quello dei portafogli abbandonati (o persi) sulla carrozza del treno, sul marciapiedi, alla fermata del bus, sulla panchina di fronte al piazzale.

A seconda delle stagioni, poi, gli uffici della Polfer si riempiono di capi ad hoc. In estate cappelli, occhiali da sole, copri-spalle o felpe. In inverno guanti, sciarpe, cuffie. Tra i dispersi non mancano anche i gioielli, soprattutto bigiotteria, abbandonata sui binari o in carrozza. E nel «limbo» degli smarriti non mancano anche chicche e curiosità: passeggini da bambino, scarpe (spaiate e non) e perfino a una tesi di laurea, già rilegata e pronta da consegnare. «Quando un giovane si trova in quella situazione si sente perso - racconta chi ha ricevuto la richiesta disperata di un laureando che ha visto il traguardo allontanarsi inesorabilmente -. Aveva dimenticato l'unica copia di laurea che gli era rimasta e la data si stava avvicinando». Così gli agenti hanno frugato dappertutto, intercettato convogli, chiamato stazioni vicine fino al suo ritrovamento. La tesi intonsa è stata restituita al legittimi proprietario. A quel punto il rubinetto della commozione si è aperto e ha continuato a far sgorgare lacrime per un bel pezzo.Ch.Poz.

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