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Amore puro e innocente in «La pimpinella», romanzo di Grègoire Delacourt

di Isabella Spagnoli

19 febbraio 2015, 18:18

Amore puro e innocente in «La pimpinella», romanzo di Grègoire Delacourt

Pimpinella: pianta erbacea perenne della famiglia delle Rosacee, con infiorescenze generalmente rosse. Nel linguaggio dei fiori, offrire una pimpinella significa: «Sei il mio unico amore». Racconta proprio la storia di un’immensa passione Grégoire Delacourt (autore di «Le cose che non ho», per mesi in testa alle classifiche francesi) nel suo nuovo romanzo intitolato appunto «La pimpinella» (Salani, pag. 89, € 10,00) ,una storia scritta con delicatezza, che fa vibrare la corde del cuore, riportando il lettore ai ricordi delle emozioni che ognuno di noi custodisce nel profondo. «Quell’estate c’era Victoire. E c’ero io. Victorie aveva tredici anni. Io quindici. Nel volgere di un lampo l amia voce si era abbassata. E una peluria scura orlava il mio labbro superiore. Non è che mi piacesse molto, a dire il vero. Ma Victoire aveva il dono di vedere al di là delle cose. Sei particolare, mi diceva. Ero il suo amico. Ma sognavo di essere molto di più». Il breve ma intenso romanzo, che si legge tutto d’un fiato, narra di un ragazzo e di una ragazza che si incontrano d’estate. Complici il caldo, una piscina e la stessa adolescenza, nasce un sentimento destinato a cambiare i due ragazzi per sempre, pronto a sfidare i pochi anni e gli sguardi acerbi dei due francesini. «Era la mia principessa. Era il grande amore della mia vita. «Un giorno mi potrai baciare» mormorò un pomeriggio, prima di nuotare fino alla scaletta. Nuotava a rana, elegante e leggera, disegnando una striscia di luce». Perso in pensieri e pulsioni d’amore, il ragazzo si lega per sempre ai capelli color dell’oro e agli occhi di smeraldo di Victoire che ostenta, imbronciata, «…la bocca polposa come un frutto maturo». Ma, si sa, l’amore al tempo dell’adolescenza è impastato di stelle, imprevisti, dolori e delusioni, e di promesse destinate a sciogliersi come neve al sole. Gli anni passano, le estati si susseguono lente; lui diventa un uomo alto, snello, ammirato dalle ragazze del paese. Lei si fa donna, con troppo trucco, la gomma da masticare in bocca, bella nonostante abiti volgari. Bella nonostante tutto. «Il tempo passava e io l’amavo ancora». Ad un certo momento, inattesa Victoire torna e con lei il ricordo di quell’estate che scaldava il sangue. Sono passati anni. Che fine avrà fatto l’amore? La risposta in una piantina di mirto che nel linguaggio dei fiori significa: amore condiviso.

? La pimpinella
 di Grégoire Delacourt
 Salani, pag. 89, €10,00