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Montagna

Bardi, emergenza strade. Frazioni a rischio isolamento

Le criticità maggiori riguardano Sidolo, Tanugola, Vignazza, Gazzo, Vicanini

di Erika Martorana

19 febbraio 2015, 18:37

Bardi, emergenza strade. Frazioni a rischio isolamento

I duri eventi atmosferici sopraggiunti nelle ultime settimane, avvicendandosi alle calamità del novembre e del dicembre scorso, stanno creando non pochi problemi al territorio bardigiano.

In particolare le emergenze stanno toccando la viabilità. Le intense nevicate, così come le piogge, hanno rimarcato la cronicità dello stato della rete viaria comunale, con situazioni che non hanno ancora potuto avere un’adeguata risposta. «L’elenco delle criticità desta serie preoccupazioni - ha spiegato il geometra comunale di Bardi, Valerio Antoniazzi - perché alcune potrebbero comportare con alta probabilità l'isolamento delle frazioni». Ma vediamo, nello specifico, le situazioni più a rischio.

Resta chiusa, ormai dalla primavera scorsa, la strada Sidolo Casagrassa, ma allarmante è anche lo smottamento che coinvolge la strada per raggiungere Sidolo, che si trova in una situazione ambientale davvero difficile: il recente intervento di somma urgenza eseguito dal Comune ha potuto soltanto mettere la cosiddetta «pezza».

«Altra vallata con problemi simili - ha affermato Antoniazzi - è la Val Lecca: anche a Tanugola si è dovuto intervenire con lavori urgenti per assicurare la possibilità di transito conseguentemente al cedimento del piano viabile. In località Vignazza di Boccolo - ha aggiunto - uno smottamento ha coinvolto la strada e la rete del gas metano è stata messa in superficie in attesa della stabilizzazione dell’area».

«Anche nella frazione di Gazzo, in particolare nella parte alta, la strada presenta situazioni di dissesto che realmente reclamano provvedimenti restrittivi per la viabilità», ha detto ancora Antoniazzi.

Ma la lista «nera» non finisce qui: «Una località a serio rischio di isolamento è quella di Vicanini - ha sottolineato il geometra - dove l’ennesimo smottamento minaccia di occupare completamente la strada con migliaia di tonnellate di fango e detriti».

«Lo scenario raffigurato - ha continuato Antoniazzi - è sommario e parziale, perché alla serie di disagi potrebbero aggiungersi innumerevoli stati di dissesto all’apparenza meno prioritari ma suscettibili di rapido e grave peggioramento. Lo stato di apprensione è divenuto ormai per noi una costante e il pensiero va ai contraccolpi che nei prossimi mesi potrebbero derivare dalla formazione di nuovi smottamenti o dall’acutizzazione di quelli attuali».