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Parma calcio

Niente soldi e sempre più dubbi

Ieri nessuna risposta alle attese di squadra e tifosi

19 febbraio 2015, 15:52

Niente soldi e sempre più dubbi

In questi giorni quasi mai ha avuto cose nuove da dire, novità concrete da raccontare, eppure Giampietro Manenti non si è mai sottratto alla richiesta di qualche intervista, più o meno volante. Anche ieri ha risposto, sia pur in modo spiccio ed evasivo, alle domande che gli sono state poste nel corso di Palla in Tribuna su radio Parma.
Quando torna in Italia?
«Più tardi, ora sono all'estero».
Ci sono dei problemi per i pagamenti?
«No, ho sempre detto che ci sono tempi tecnici che devono essere rispettati. Contavamo di concludere tutto lunedì. Problematiche non ci sono, stiamo facendo la due diligence legale e fiscale. L’unico intoppo è quello dell'udienza chiesta dalla Procura. Ho informato i miei legali, vediamo come affrontarla».
Questa situazione potrebbe far saltare tutto?
«No, andiamo avanti comunque. Non ci fermiamo».
Perché non avete fatto prima la due diligence?
«Era impossibile».
Se i conti non dovessero essere quelli che pensate, potreste lasciare Parma?
«No, andiamo avanti comunque. Siamo al lavoro, lavoriamo».
Chi c'è alle sue spalle?
«C’è della gente che vuole investire in Italia. Di volta in volta comunicheremo di chi si tratta».
Entro il 19 dovrete risolvere tutto per evitare il fallimento. «Chiaro, prima facciamo e meglio è».
Quando è partito il primo bonifico?
«Ha una domanda di riserva? Lunedì sono stati impostati i pagamenti, significa che qualcosa è stato già fatto».
Perché allora non è arrivato ancora nulla sui conti dei giocatori?
«Non saprei dirle».
Le banche la stanno ostacolando?
«No, non dico nulla di tutto ciò».

Alborghetti si sgancia Insomma, affermazioni poco rassicuranti. Così come sono da brividi, a pensarci bene, quelle rese da Fiorenzo Alborghetti ieri a Radio Bruno: «Il mio compito l’ho fatto e chiuso. So le notizie che sapete voi. Io braccio destro di Manenti? No no, ho sempre parlato di un contratto a tempo per mettere a punto e dare tutti i poteri a Manenti. Punto e a capo. Sono curioso di vedere come va a finire. Dopo per carità mai dire mai. Non ho la più pallida idea di dove abbia i conti e di cosa stia facendo. Lo sento tranquillo, l’unica cosa che le posso dire perché anch’io chiaramente lo sollecito». Alborghetti, anche lui tutt'altro che schivo di fronte ai mass media, ha spiegato ieri al Corriere di Bergamo che «mettiamo il caso che Manenti abbia un cro (un codice riferimento operazione, ndr), con una cifra milionaria emesso da una banca estera... Secondo lei, la banca ricevente se la sentirebbe di anticipare la cifra? E poi bisogna considerare i tempi». Quali? «Per certe operazioni complesse può variare da tre a cinque giorni».

Anche Gazprom si sgancia
Contatto dalla redazione di Sportal.it l'ufficio stampa di Gazprom ha fatto sapere non aver nessuna intenzione di investire nel Parma calcio. «Non commentiamo vicende che non ci riguardano e l’affare Mapi Grup-Parma appartiene a questa categoria. E poi, che senso avrebbe mantenere segreta una partnership o una sponsorizzazione?». E' pur vero che anche la Taci Oil aveva smentito ogni interesse nel Parma salvo poi effettivamente rilevarne la proprietà, ma questa resta a tutti gli effetti una una smentita a una delle poche ipotesi ottimistiche sul futuro del club.

Slovenia: chi va, chi viene
All'interno del centro di Collecchio ieri era parcheggiata una golf bianca con targa slovena, precisamente da Nova Gorica. ''Sta a vedere che è un corriere che ha portato i bonifici'' ha pensato qualche tifoso inguaribilmente ottimista. Poco dopo invece, alla guida della Golf che ha lasciato Collecchio si è materializzato un signore che somigliava molto a Robert Vrtovec, il presidente del Nova Gorica Football Club. Difficile quindi che abbia portato quattrini, più probabile che sia venuto a cercarne, se è vero com'è vero che qualche mese fa per lo stesso motivo erano a Collecchio due dirigenti dell'Helsingborg, la squadra da cui nel 2007 fu acquistato Mariga...

Buttiamola in ridere
Sembra averla presa con filosofia Alessandro Lucarelli, che uscendo dal centro dopo l'allenamento viaggiava sul sedile posteriore dell'auto guidata da Gobbi. Mentre quest'ultimo ha detto che stava andando «a vendere Lucarelli per 100 euro», il capitano ha spiegato di aver chiesto un passaggio per non correre il rischio di vedersi pignorare l'auto nel parcheggio di Collecchio. Poi, facendosi più serio, ha confermato che la fiducia a Manenti da parte della squadra è a tempo e scadrà tra qualche giorno. «L'istanza di fallimento? Per noi non cambia nulla, abbiamo scelto una strategia assieme all'Aic e andiamo avanti per la nostra strada. red. sp.