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Reggio Emilia-Trento, quarto show

Grande attesa per la terza partita della Final Eight di Desio.

19 febbraio 2015, 12:40

Reggio Emilia-Trento, quarto show
L'ambizione di una piazza che partita dopo partita si sta scoprendo sempre più affamata contro la leggerezza di chi ha già centrato un grande traguardo e non ha niente da perdere: Reggio Emilia-Trento, terzo quarto di finale della Final Eight di Coppa Italia (ore 18), può essere riassunto così, partendo da una Grissin Bon che sta vivendo la migliore stagione della sua storia e arrivando a una Dolomiti Energia che sta stupendo tutti non solo per i risultati raggiunti fino a oggi nel suo primo anno in serie A, ma anche per organizzazione e idee chiare.
 
In questo senso, molti accomunano la Trento di oggi con la Reggio Emilia di due anni fa, quella targata Trenkwalder che si riaffacciava in serie A. Quell'anno la squadra di Menetti arrivò sesta in regular season, centrando anche la qualificazione alle finali di Coppa Italia, anche se il suo cammino fu breve, fermato dalla Montepaschi capace poi di alzare al cielo il trofeo tre giorni dopo.
 
La Dolomiti Energia ha la stessa freschezza e ambizione di quella Trenkwalder, con la quale condivide una meticolosa pianificazione, che è realmente alla base dei successi del quintetto allenato da Maurizio Buscaglia. Non è un caso, ad esempio, che Trento sia una delle due società a non aver cambiato neanche una pedina del roster costuito la scorsa estate, un primato eccezionale per la serie A di oggi che i bianconeri condividono con l'Olimpia Milano.
 
Ci sono state (e ci saranno) occasioni in cui l'Aquila paga la sua poca esperienza nel basket di alto livello, è normale. Ma sin da oggi è possibile affermare che Trento sia stata la sorpresa più gradita della stagione, a prescindere se alla fine della regular season riuscirà o meno a conquistare un posto nella griglia dei playoff. Pascolo, Forray e compagni, intanto, la loro prima partecipazione alle finali di Coppa Italia l'hanno messa in faretra, anche se nessuno ha intenzione di limitarsi a una mera partecipazione, a una toccata e fuga.
 
La sensazione è che la Grissin Bon abbia qualcosa in più rispetto al roster bianconero, ma che nel contempo dovrà sudare le fatidiche sette camicie per centrare la qualificazione alle semifinali, raggiunte un anno fa in una situazione psicologica e di roster completamente differente. Priva di Cinciarini e Brunner, dodici mesi fa la squadra di Menetti fece lo sgambetto alla favorita Cantù e poi si fermò a un passo dalla finalissima, battuta da Sassari.
 
Salvo sorprese dell'ultim'ora (Diener ha qualche acciacco ma dovrebbe essere del match), quest'anno la Pallacanestro Reggiana si presenterà ai nastri di partenza con tutti gli effettivi a disposizione, salvo il lungodegente Darjus Lavrinovic, la cui assenza per certi versi non fa quasi più notizia. Il lituano è comunque in rampa di lancio, ma non recupererà in tempo per scendere sul parquet di Desio, dove i suoi compagni di squadra proveranno a scrivere una nuova pagina nella storia del basket reggiano.
 
Alla terza partecipazione consecutiva alla Final Eight e con l'esperienza di aver organizzato, giocato e vinto la Final Four di Eurochallenge nello scorso aprile, Reggio Emilia sembra avere tutte le carte in regola per dire la sua per la vittoria finale. Se poi il ruolo di favoriti (almeno fino alla finale) e la pressione che ne consegue condizioneranno il cammino dei biancorossi è una variabile difficile da prevedere, fermo restando che la stessa formula delle finali di Coppa Italia, con tre partite in tre giorni, rende l'evento del tutto improponibile.
 
La Grissin Bon si augura che la sfida con la Dolomiti Energia vada esattamente come sono andate le due gare di campionato giocate con i trentini, entrambe vinte dal quintetto emiliano: 78-69 nella prima giornata di campionato, disputata al PalaTrento (21 punti di Kaukenas, 17 di Diener da una parte, 26 di Mitchell e 15 di Pascolo dall'altra),  63-58 al PalaBigi nella prima gara del girone di ritorno, con 21 punti (e 13 rimbalzi) di Polonara e 23 di Mitchell.
 
La vittoria finale nel quarto tra Reggio Emilia e Trento sarà una questione di energia. Ecco perché i protagonisti potrebbero essere Amedeo Della Valle e Tony Mitchell due giocatori diversi per tecnica e storia, ma con un tratto comune, quello di riuscire spesso a trascinare i propri compagni verso la vittoria. Mitchell è il punto centrale attorno al quale è stato costruito il roster di Trento, una scelta felice visti i 21,8 punti di media a partita realizzati dalla guardia statunitense, secondo miglior marcatore del campionato in una classifica non del tutto veritiera, visto che il primo della graduatoria è Sam Young, tagliato dalla Juve Caserta.
 
Il ruolo di Della Valle nel quintetto reggiano è certamente diverso, visto che l'ex giocatore di Ohio State esce spesso dalla panchina con il compito di spaccare le partite o, perlomeno, cambiargli indirizzo. I 9,6 punti di media a gara testimoniano che spesso la guardia piemontese riesce nel compito, soprattutto se si pensa che nel suo primo campionato di serie A ci sono anche prestazioni da 32 punti (a Varese) o 25 (contro Capo d'Orlando), per un totale di otto partite su 19 chiuse in doppia cifra. Insomma, il numero 8 biancorosso è il rimedio giusto per avere più energia sul parquet. Contro Trento e più in generale nella tre giorni di Desio di energia ne servirà davvero tanta.
 
In collaborazione con sportxpress.it

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