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ANNIVERSARIO

Tra creatività e polemiche Photoshop compie 30 anni

19 febbraio 2015, 20:02

Tra creatività e polemiche compie 25 anni Photoshop, il software per l’elaborazione di immagini che ha ridefinito il concetto di fotoritocco. Era il 19 febbraio 1990 quando l’azienda Adobe lanciava la versione 1.0, grazie all’intuizione dei fratelli Thomas e John Knoll, rispettivamente studente della University of Michigan e dipendente della Industrial Light and Magic. Intuizione che ha ispirato addetti ai lavori e utenti appassionati ma anche un’app popolare come Instagram.

Una ragazza in topless che guarda una spiaggia paradisiaca: questa la prima immagine ritoccata, nel 1988, da John Koll, diventata poi l’icona dell’innovazione tecnologica. «Era un’immagine perfetta per fare delle dimostrazioni», racconterà poi Knoll che aveva ritratto la fidanzata e si era esercitato su quella foto. «Adobe pensava che avremmo venduto circa 500 copie di Photoshop al mese - spiega il fratello Thomas -. Neppure nei miei sogni più belli avrei mai immaginato che tanti creativi avrebbero accolto il prodotto con tale entusiasmo. E’ stimolante vedere quante belle immagini riescono a creare i nostri utenti, quante carriere ha lanciato Photoshop e quanti nuovi usi le persone ne fanno in tutto il mondo».

Photoshop vanta decine di milioni di utenti è orami alla quindicesima ‘releasè ed è diventata nel corso degli anni l’applicazione di riferimento per l’elaborazione delle immagini digitali su tutti i media: dalla carta stampata, al cinema e al web. Le funzionalità di Photoshop - come Layers, Healing Brush, Content Aware Fill e Camera Raw - hanno dato la possibilità a designer, artisti e a professionisti delle immagini di esprimere al meglio la propria creatività. E oggi le app di Photoshop e Lightroom consentono di lavorare senza soluzione di continuità su qualsiasi dispositivo - desktop, tablet e smartphone - in modo fluido e sincronizzato. Su diversi sistemi operativi e anche sul «cloud», la nuvola della rete.

Ma la creatività offerta da Photoshop è stata spesso usata in maniera eccessiva da parte dei magazine, su corpi e volti di modelle e attrici, tanto che è nato un movimento culturale opposto: quello delle star schierate contro il fotoritocco. Da Cindy Crawford che di recente ha stupito tutti apparendo al naturale in un servizio fotografico a Keira Knightley che si è scagliata contro la manipolazione del suo topless. «Penso che i corpi delle donne sono diventati un campo di battaglia e la fotografia è in parte responsabile. La nostra società è così basata sull’immagine, che diventa più difficile vedere varietà di forma», ha detto quest’ultima al Times.

 

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