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Upi e Ubi banca, siglato patto per il territorio

Figna: "L'obiettivo è migliorare il colloquio tra i sistemi imprenditoriale e bancario"

di Pierluigi Dallapina

19 febbraio 2015, 19:12

Upi e Ubi banca, siglato  patto per il territorio

L’Unione parmense degli industriali e la Banca popolare commercio e industria (gruppo Ubi Banca) fanno squadra e danno vita ad «Economia parmense e credito di filiera», un progetto pensato per aiutare le aziende del territorio ad uscire dagli effetti negativi della crisi economica. «L’iniziativa si innesta nel più vasto obiettivo di contribuire a migliorare il colloquio tra il sistema imprenditoriale del nostro territorio e quello bancario, con lo scopo di fornire sempre maggiori e più efficaci strumenti finanziari utili a contrastare il difficile momento congiunturale», afferma il presidente dell’Unione, Alberto Figna, durante l’introduzione del convegno ospitato ieri a Palazzo Soragna.
L’iniziativa ha visto la presentazione del «Patto per il territorio di Parma», un plafond di finanziamenti da 15 milioni di euro, e del «credito di filiera», entrambi dedicati alle realtà produttive associate all’Upi. A proposito del «credito di filiera», Figna spiega che è stato pensato per «finanziare i flussi commerciali, sia in entrata che in uscita, intermediati dalle aziende associate operanti nel territorio e quindi destinati alle esigenze di liquidità dell’intera economia locale».
Cristian Berselli, direttore territoriale Emilia della Banca popolare commercio e industria, entra nel dettaglio del credito di filiera. «Questo progetto nasce grazie alla partnership fra la banca e l’Unione parmense degli industriali, e serve a sostenere i fornitori locali di alcune aziende del territorio». Le aziende verranno individuate a partire dalle prossime settimane, e, come aggiunge Berselli, grazie a questa iniziativa «saranno identificate delle linee di credito per l’anticipo delle fatture che i fornitori vantano nei confronti di determinate aziende».
Dando una concessione di credito ai fornitori delle aziende di rilievo, sia l’Unione industriali che la banca puntano al rilancio del sistema produttivo territoriale. «Siamo in una delle zone più industriose d’Italia. A livello nazionale l’Emilia Romagna ha la maggiore propensione all’export rispetto al Pil», aggiunge Marco Mandelli, direttore generale della banca, per sottolineare le potenzialità dell’area geografica in cui si trovano Parma e la sua provincia. Una provincia famosa per l’agroalimentare, e a tal proposito, nel focus presentato da Pio De Gregorio, responsabile business analysis del Gruppo Ubi Banca, arriva un suggerimento alle industrie di salumi, delle conserve e a quelle di produzione di formaggio: «Creare rapporti di fornitura diretta con gli agricoltori per incrementare il margine di profitto, che ora è basso, ed è basso perché se si prende il valore di produzione della filiera agroalimentare si scoprirà che la quota di valore di chi trasforma i prodotti è attorno al 10 per cento, mentre sale al 25 la quota delle imprese che si occupano di commercializzazione e distribuzione».